Gravity, scienza e arte immaginano l’universo dopo Einstein

Dalla sonda Cassini al concerto cosmico, mostra al Maxxi di Roma

 

Un ‘duetto’ senza precedenti fra scienza e arte per descrivere il futuro dell’universo: lo propone la mostra “Gravity, immaginare l’Universo dopo Einstein“, organizzata a Roma dal Maxxi, il museo dedicato alle arti del XXI secolo, in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituti Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), con il sostegno del ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur). Aperta dal 2 dicembre 2017 al 29 aprile 2018, la mostra è stata curata da Luigia Lonardelli del Maxxi, Vincenzo Napolano dell’Infn e Andrea Zanini dell’Asi.

“E’ un’occasione straordinaria, frutto di un’inedita cordata e dove arte e scienza non sono mondi separati” e segnano “la costruzione di un nuovo umanesimo”, ha detto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi.

A inaugurare la mostra, nell’atrio del museo, sono le sfere chiare e luminose dell’installazione Aeroke dell’artista Tomas Saraceno, che guardano la grande antenna bianca di Cassini, la sonda che dopo aver viaggiato fino a Saturno, catturando le bellissime immagini degli anelli e delle sue lune, ha concluso la sua missione di oltre 20 anni con un tuffo nell’atmosfera del pianeta.

“Riconosco pezzi della mia vita di scienziato raccontati dagli artisti”, ha osservato il presidente dell’Asi, Roberto Battiston. E’ “una mostra straordinaria” anche per il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni. “Mi auguro – ha aggiunto – che questa mostra possa diventare il segno di una ricomposizione della cultura di cui abbiamo tanto bisogno. Speriamo sia un esempio per l’Italia”.

Spaziotempo, Confini e Crisi sono le tre sezioni della mostra. Dopo la luce delle sfere di Aeroke, il viaggio alla scoperta del futuro dell’universo è avvolto in un buio misterioso nel quale suggestive isole di luce avvolgono il cannocchiale di Galileo e una sfera armillare; poco distante si possono conoscere da vicino i laser dell’osservatorio delle onde gravitazionali Virgo, mentre l’installazione “3 Stoppages étalon“, di Marcel Duchamp propone una riflessione sui parametri con cui l’uomo misura spazio e tempo.

Si può anche ‘entrare’ nello spaziotempo e toccarlo con mano grazie a una buca gravitazionale, mentre poco lontano la polvere cosmica è rappresentata come un’intricata ragnatela in un’altra installazione di Saraceno. Il viaggio prosegue attraverso lenti gravitazionalimateria oscura e la ricerca della vita nel cosmo.

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