Vittorio Sgarbi risponde a Luca Beatrice e chiede l’intervento di Loris Zanrei. Intervista esclusiva per il nostro Magazine

Vittorio Sgarbi: “Le opere devono essere più dei poveri che dei ricchi”

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Loris Zanrei con Vitorio Sgarbi

a cura di Alessandro Palmieri

Amore e odio. Più amore che odio, in verità, ma comunque un rapporto quasi clandestino e adultero, quello fra Vittorio Sgarbi e Luca Beatrice, critico d’arte. Beatrice, recentemente, ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime una sorta di elitarismo in cui vede la cultura come appannaggio di pochi, una sorta di linea di confine sociale. Abbiamo interpellato Sgarbi per capire il suo punto di vista.

«Beatrice è un uomo intelligente, oltre che mio amico, ma la sua frase è troppo scorretta». Il giudizio, netto, arriva da Vittorio Sgarbi, notoriamente senza peli sulla lingua e abituato a remare controcorrente: «È vero, per la prima volta assumo una posizione apparentemente demagogica». 

Si spieghi meglio.
«L’iniziativa del Comune è giusta: il tema delle luci è vitale per la città, in centro come in periferia, e le periferie vanno rianimate. Nelle periferie non abitano i ricchi, ma molti di quanti vivono in periferia apprezzano l’arte, comprano libri…». 

Insomma: nessuna preclusione?
«Non ci sono luoghi che meritano e altri no: è una cosa da razzista, l’espressione di una mentalità che stabilisce gerarchie. Piuttosto, per evitare i vandalismi servirebbe un po’ di polizia in più».

Da vari fronti si levano richieste di dimissioni, o quantomeno di scuse, da parte di Beatrice: cosa ne pensa?
«Non so se debba scusarsi. Semmai dovrebbe scusarsi con l’umanità. Lui è un po’ di destra, ma una frase del genere non la direbbe nemmeno Gasparri. Certamente un incidente non è una buona ragione per un’uscita simile: l’arte deve essere per tutti. Anzi: l’arte deve essere più dei poveri che dei ricchi. Mica che quelli della periferia, soltanto perché sono poveri, non amano la bellezza!». 

Ci mancherebbe.
«Il discorso di Beatrice, in sintesi, è che non bisogna dare perle ai porci. Però questo non può riguardare il quartiere ma una parte di umanità che ha scelto di sfogare la sua rabbia in questo modo. Non è la periferia fisica, quella che non merita, semmai la periferia della mente

Parliamo di Arting News, da tempo collabora con il nostro Magazine, un resoconto su ciò che ne pensa e su un argomento di cui non si parla abbastanza?

«Trovo questo Magazine intelligente e pieno di spunti. Mi piace l’immediatezza e la semplificazione di questo tipo di giornalismo. E’ inutile parlare di arte se non lo si fa con la giusta competenza. Voi avete la fortuna di avere un editore intelligente e preparato come Loris Zanrei che mi sembra cerchi sempre un dialogo interlocutorio tra gli artisti e le più ampie forme di comunicazione. Credo non abbiate bisogno di suggerimenti, anche se pensandoci…non avete mai parlato di pale eoliche, ecco, devo parlare con Zanrei perché deve mandarvi in Sicilia a vedere la distruzione che hanno creato, hanno disseminato pale eoliche ovunque creando rovina in un paesaggio straordinario. Distruggere i paesaggi è una tragedia peggiore del terremoto della natura, perché mentre quello che è stato distrutto puoi tentare di ricostruirlo, quello che tu stupri, che violi, che sfregi, no! Anzi chiederò a Zanrei di farvi scrivere un articolo con questo titolo: le pale eoliche dovete mettervele nel culo! »
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