” Essere ritratto ” Silvia Rastelli in mostra a Torino alla OLD – American Design And Art

SILVIA RASTELLI

  ” ESSERE RITRATTO “

L’Arte ha parlato molte più lingue di quelle che l’uomo stesso abbia mai creato.

silvia ras

Presentazione mostra

OLD – American Design And Art

Via Duchessa Jolanda 13/a Torino

6  Ottobre 2017– 19 GENNAIO 2018

Tutti i giorni dalle ore 11,00 alle ore 17,00

Sabato e Domenica Chiuso o su appuntamento

La OLD – American Design And Art , presenta ,
in una ambientazione anni 30

Americana , la mostra ” Essere Ritratto ” dedicata a Silvia Rastelli

 Inaugurazione  Giovedì 5 ottobre dalle ore 18,30 

presente l’ Artista

                                       

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SILVIA RASTELLI

“ESSERE RITRATTO”

Francesco Poli

Un’esposizione non è mai soltanto la somma delle opere che vengono presentate, anche se ciascuna di esse mantiene una sua specifica autonomia. Deve essere comunque sempre una narrazione visiva che nasce dall’interazione fra le immagini e il contesto circostante.

Una bella mostra prende forma e vita nella misura in cui riesce ad animare in modo inedito, sorprendente, l’ambiente che la ospita, impregnandosi a sua volta della sua particolare atmosfera, attraverso un dialogo con gli spazi e gli arredi che formano i tratti peculiari del suo interior landscape.

E questo è sicuramente il caso della personale che Silvia Rastelli ha allestito da Old, che è un luogo piuttosto speciale, dedicato al design americano tra le due guerre. È speciale perché qui gli oggetti decorativi, i mobili, le sedie, i tavoli e i suoi mitici vecchi juke-box, non sono esposti come in una galleria, ma si presentano come un ben studiato arredamento di un’abitazione, vera e propria estensione del gusto, delle passioni e della sensibilità dei padroni di casa Elisabetta e Paolo De Angelis.

In un certo senso si può dire che le figure e i ritratti e autoritratti  dipinti dall’artista sono delle immagini di personaggi invitati a risiedere per un certo periodo in questo luogo affascinante, a farsi ammirare e a interagire direttamente con gli altri invitati, e cioè i visitatori. Questi ultimi sono sollecitati a riflettere su che cosa significa “Essere Ritratto”, e magari anche a immaginare di diventare loro stessi soggetti di ritratti, mettendosi in posa davanti all’artista al lavoro.

Lo spirito di questa esposizione è nel segno della condivisione e della convivialità: grazie alla qualità dell’ambiente l’arte diventa, per così dire, “arte abitabile”, nel senso più vitale e suggestivo del termine.

Silvia Rastelli è figlia d’arte. Suo padre Giorgio è un valente scultore, maestro artigiano nella modellazione di agili e fluttuanti figure in legno policromo che si stagliano nello spazio tridimensionale. Lei invece ha scelto, come artista figurativa, la bidimensionalità della pittura e del disegno, che però si coniuga felicemente con l’altra sua pratica espressiva, per lei altrettanto essenziale, quella della danza, attraverso cui da vita anche a delle forme plastiche dinamiche nello spazio ambientale, che possiamo interpretare in un certo senso come  “sculture viventi”.  Questo avviene quando, in occasione delle sue mostre, realizza delle ben studiate performance innescando un serrato dialogo fra corporei arabeschi coreografici e eteree configurazioni del sua stessa persona, disegnate e dipinte. Questi pannelli  durante la performance funzionano scenicamente quasi come delle quinte, ma viste da soli sono dei quadri con una tensione estetica autonoma, dove l’eco dei movimenti vivi viene nitidamente fissato in una iconica definizione di linee e colori. In queste composizioni, le figure sembrano giocare a rimpiattino con i limiti del supporto e con le vivaci campiture cromatiche piatte, spuntando parzialmente in varie posizioni, con effetti di sorprendente e spiazzante suggestione.

Un’analoga sintassi composizione ma in forma più staticamente concentrata e con una messa a fuoco ravvicinata che inquadra solo le teste, viene utilizzata nella variegata produzione di ritratti, che sono i lavori a mio parere più riusciti e incisivi di Silvia.  La particolare efficacia deriva dall’immediato impatto visivo delle immagini allo stesso tempo sostanzialmente sintetiche e analiticamente descrittive.

I volti, delineati con grande precisione fisiognomica, e lievi e accurate variazioni chiaroscurali, ci guardano con enigmatica impassibilità frontale, ma sempre da una posizione laterale che sta in parte dentro e in parte fuori dai bordi.

Queste opere, con solidi confini quadrati o rettangolari, nascono dalla combinazione fra tre fondamentali componenti che interagiscono  fra loro in modo equilibrato e sinergico: il disegno, la superficie del supporto, e il colore.

Il disegno in bianco e nero, tracciato a graffite, emerge dalla chiara superficie lignea che viene percepita come l’incarnato dei volti, e  viene circoscritto dalle stesure cromatiche che funzionano da sfondo, e che sono altrettanto essenziali nell’economia complessiva della composizione, come indispensabile contrappunto.

In questo modo l’artista realizza delle opere complete, ma invece di utilizzare la tradizionale tecnica accademica che prevede nell’elaborazione delle figure la fusione fra disegno e intervento pittorico (ricoprendo tutto il fondo) ha scelto una strategia operativa in cui i vari elementi sono presenti e agiscono in scena indipendentemente , anche se poi arrivano a una felice sintesi dialettica finale.  In questo modo Silvia ha messo a punto uno stile personale che corrisponde molto bene agli aspetti più salienti della sua vivace personalità. Uno stile, con valenze realistiche e soft-pop, che potrà avere ancora interessanti e forse sorprendenti sviluppi.

3 commenti

  1. Se possibile sarò a vedere la mostra visto che se è pubblicata su Arting deve essere un evento da non perdere. Grazie vi seguo sempre con attenzione e affetto
    Antonella

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  2. Sono stato la settimana scorsa alla mostra della Rastelli, mi trovavo a Torino e dopo aver letto l’articolo mi sono interessato all’artista. Purtroppo dopo 30 minuti di permanenza all’interno della galleria non sono stato avvicinato da nessuno, ignorato completamente. La mostra di per se è carina, ma le persone dentro la struttura sono state completamente inadempienti. Chiacchieravano tra di loro. Credo sia il modo sbagliato per direzionare l’arte contemporanea, totale mancanza di professionalità. Mi spiace perché nemmeno ho avuto la possibilità di chiedere un prezzo. Scrivo questo perché da attento lettore di Arting voglio segnalare che se vi interessate a questa mostra sappiate che la visita sarà del tutto desolante.

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    • Sono Silvia Rastelli, l’artista di ESSERE RITRATTO in mostra alla Galleria OLD di Torino. Sono profondamente dispiaciuta per l’accaduto, ma le posso assicurare che si é trattata di una eccezione. É la mia prima collaborazione con questa galleria ma ho avuto il privilegio di conoscere bene i due galleristi, marito e moglie. Questa coppia nella fattispecie unica é ancora capace di amare l’arte con una vivace curiosità, ma temo che la loro riservatezza sia stata letta come indifferenza. La galleria é al corrente della sua opinione e si augura di avere l’occasione per farla ricredere. Domenica 10 dicembre alle ore 18 terremo un concerto del quartetto Clarysax all’interno della mostra. Spero di incontrarla e di poterle porgere personalmente le nostre più sentite scuse.

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