SPECIALE ARTING NEWS: Silvia Rastelli, “..Sulla chiara aderenza del suo viso..” vi raccontiamo un’artista e la sua gioia creativa

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SPECIALE ARTING NEWS MAGAZINE: SILVIA RASTELLI

Una pittura figurativa, una pittura verista, ma, ove sia il figurativo che il verismo sono presentati in maniera speciale. Si intravvede nell’opera di Silvia Rastelli un’ attenzione di crescita di immagine, un sedimento di energia vitale. I vari elementi della composizione vengono in tal modo ad essere collegati in un tessuto in cui tutto corrisponde in accostamenti formali e coloristici. Il disegno di Silvia è impeccabile, l’artista si serve del colore per articolare le forme, per sprigionare l’intensità sia nelle figure sia nella musicalità dei suoi temi. Si percepisce infatti la gioia creativa di un’artista che sa sollevare il velo della poesia per riproporla in modo originale come vibrazione dall’accento sempre comprensibile. Nasce da qui una validità che distingue il personaggio dalla messe comune dei pittori. Una cristallina realizzazione resa per illustrare un significato interiore, per umanizzare le dimensioni, per sradicare la concezione del tempo. E’ una raffigurazione pur nella rappresentazione della realtà di un mondo personale su cui si può entrare solo con l’abbandono ad una specie di felicità che ti porta all’estasi. C’è una completa aderenza ai motivi trattati, ad assorbirne sensazioni e vibrazioni di questo mondo dipinto che nel suo intimo si dilata. Silvia Rastelli unisce se stessa alla sua creazione, mettendovi la sua facoltà di traduzione di una dimensione che del reale ha solo l’apparenza. La pittura ora si trasforma in scelta di vita per diventare Arte.

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ESSERE RITRATTO

di Silvia Rastelli

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L’artista Silvia Rastelli

Un breve autoritratto: sono nata e cresciuta nella campagna piacentina in un paesino popolato in prevalenza da vacche e galline e da pochissime persone. Mio padre é uno scultore e con mia madre hanno un laboratorio che occupa un piano intero della casa, una casa che odora sempre di legno. Nella quotidianità sbucavano dal laboratorio giusto per i pasti. Le sue sculture sono figure intere ma prive di volti. In casa erano anche presenti la cameriera sempre indaffarata e mia sorella Paola, 11 anni più grande di me, con la quale ho diviso la camera per diverso tempo. Spesso in casa si svolgevano cene di lavoro, incontri con collezionisti e amici e con una certa frequenza eravamo noi stessi ospiti di feste e cene, quindi passavo dall’essere completamente sola a giocare in mezzo alla natura a queste serate che avevano un sapore quasi magico per me. All’asilo alla domanda cosa vorrai fare da grande ho risposto: andare a Milano. Volevo circondarmi di persone. Racconto questo perché penso che il mio modo di osservare il soggetto umano dipenda da questa sete di volti che ho avuto per anni. Essere ritratto, l’ ESSERE inteso come essenza, l’io puro, la materia del ritratto e al tempo
stesso ESSERE RITRATTO come atto passivo, divenire Soggetto di un’opera, sottoporsi ad una replica del proprio tratto somatico, una rappresentazione della propria identità. Nel mio lavoro non affronto il soggetto dal vivo perché temo mi perderei nella forma del suo volto e del suo continuo mutare di attimo in attimo, mi soffermerei sul suo colore e sul suo odore, perdendo di vista l’essenza dell’atto che necessita del giusto distacco per poter documentare; preferisco partire giá da una immagine fotografica, da una primo filtro del soggetto, osservando a distanza il personaggio che si mostra a me in un suo atteggiamento piú marcato e scovarne magari uno piú intimo con gli stessi occhi, occhi nuovi e curiosi, con i quali
uno scienziato osserva una specie rara, un soggetto da studiare e scoprire. Infine dalla fotografia ritraggo lo “Spectrum”, come lo aveva descritto Roland Barthes nel libro Camera Chiara, un soggetto che non ho di fronte a me, é invisibile, ma riappare in immagine, uno spettro che a sua volta é già stato condizionato dallo “Spectator”, il fruitore. Ma la mia vera ricerca é il “Punctum”, il cuore del soggetto, quell’elemento quasi impercettibile che rende quella immagine unica, il suo ESSERE. Disegnati su legno con la grafite, due materiali vivi che mutano con il tempo, i ritratti sono protagonisti indiscussi nelle mie opere, privi di prospettiva e sagomati in plastici sfondi monocromi, come fossero appoggiati ad un desk, uno schermo piatto in stile smartphone.
Io realizzo alcune fotografie dei volti da ritrarre ma piú comunemente, sono foto o selfie scaricate dai social network; in questo caso ci sono ulteriori filtri che si infrappongono tra me e il soggetto reale ma questi filtri mostrano un primo curioso contatto, azione e reazione, tra soggetto e pubblico(che sia l’autore dello scatto fotografico o che sia lo spettatore del social network) la cui attenzione rimane, non solo per l’arte, lo scopo ultimo di tutta questa azione. In quanto artista ho la consapevolezza che ogni mia opera viva solo grazie alla fruizione dello spettatore anche se non penso sia la sua raison d’être. Senza di esso l’arte non esisterebbe, se non come mero diletto dell’artista, ed é proprio il pubblico che nel contemporaneo si manifesta a se stesso e si auto celebra. Lo spettatore é stufo di osservare, vuole salire sul palco e dare spettacolo di sé, vuole raccontarsi, sentirsi “Connesso”. Ogni media sembra andare in questa direzione, ogni evoluzione tecnologica spinge su questo perno, il pubblico é diventato soggetto, protagonista, giurato, giudice e carnefice. L’invidiata capacità esclusiva degli artisti di ogni genere, come danzatori, pittori, scrittori, cantanti ed altri, di potersi esprimere al mondo e di saperlo vivere in costante contrattempo e il fascino di notorietà in stile divo di hollywood, ora
sono in apparenza alla portata di tutti. Io non faccio altro che cercare di sfamare questa bestia, contrastando l’ineffabile, dando una promessa di immortalità in una maniera più elegante di Facebook. Artista ritraente, processo o atto del ritrarre, soggetto ritratto, pubblico; la mostra sarà un grande selfie, uno scatto che racchiude diversi fasi che affronto come donna e come artista ma raccontato attraverso i volti del pubblico stesso. L’esposizione si articola come in un gioco di specchi, il pubblico é osservatore e osservato, l’artista é il tramite per mostrare le persone alle persone stesse trascinandole nella sua visione. / La Mostra ” ESSERE RITRATTO ” inaugura Giovedi 5 Ottobre alla galleria OLD – AMERICAN DESIGN AND ART, via Duchessa Jolanda 13, Torino 

    

Anima

di Chiara Milesi

E’ la mia anima che vi ha scelto, non i miei occhi.
L’eleganza del tratto e la femminilità estetizzante sono le peculiarità più immediate che si
possono riscontrare nelle opere di Silvia Rastelli.
Profili ieratici ma delicati raccontano le sfumature dell’animo umano attraverso un segno
grafico quasi evanescente. Il colore di sfondo, puro e deciso, esalta quella raffinata
sensibilità che contraddistingue il volto e lo sguardo.
Alla leggerezza dell’immagine si contrappone la solidità del supporto: il legno, un materiale
caldo e poroso, che rimanda ad un concetto di tempo e memoria.
Così i dettagli che Silvia Rastelli decide di raffigurare sono attimi di memoria, di un istante
passato, fermato per sempre nel tempo.
[presentazione della mostra Anima nella Galleria Civico8 di Vigevano]

Silvia Rastelli nasce a Piacenza nel 1983. Fin dalla giovane età inizia i suoi studi in varicampi artistici, in particolare si dedica alla pittura e alla danza.

2001: partecipa ad una collettiva al Castello di Fombio con artisti dell’Accademia di Brera di Milano. 2002: inizia a studiare con il maestro Gianni Zari (ballerino e coreografo al Teatro La Scala di Milano) con il quale lavora per svariati anni danzando nel ruolo di solista.
2003: crea le scenografie dell’operetta “No No Nanette” di Corrado Abbati al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia.
2004: partecipa alla collettiva “Laboratorio Brera” organizzata dal Comune nel Castello di
Monticelli d’Ongina e allestisce un’esposizione personale nel Castello di Zavattarello(Pavia); due delle opere presentate sono ora parte del Museo d’Arte Contemporanea del Castello.
2005: espone alla “Casa del Popolo” di Rivergaro (PC) su invito dell’assessorato alla cultura nella mostra personale intitolata “La Poetica del Frammento” presentata da Stefano Fugazza e Daniele Usellini; partecipa all’esposizione collettiva “15×15” [catalogo della mostra “Quindici Quindici”] tenutasi presso la “Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi” di Piacenza e restaura la scenografia del Teatro Verdi di Busseto per “La Vedova Allegra” di Corrado Abbati.
2006: in occasione dello spettacolo “Omaggio alla Danza” in scena al Centro Asteria diMilano, progetta e dipinge i costumi per la coreografia del “Bolero” di Ravel diretto dal maestro Gianni Zari. Silvia si esibisce in varie performance (coreografie di Gianni Zari e Elena Gigliucci), coniugando arte e danza, collaborando con vari musicisti quali Vincenzo Torricella(chitarrista), Tomokon(soprano), Maurizio Sesenna(cantante), Livia Farnese(soprano).
2007: si laurea in Pittura col massimo dei voti, dopo un percorso di studi di 5 anni, cattedra del professor Addamiano, discutendo la tesi “Pas De Deux”, trattando la stretta relazione tra arte e danza dalla preistoria ad oggi. Silvia partecipa alla mostra “Five Talents” presso lo “Spazio Rosso Tiziano Arte” (PC); espone nella Chiesa di San Carpoforo a Milano presentata dal
professore Correggia e partecipa alla mostra nella chiesa del borgo di Vigoleno tramite “D’ars Agency” di Milano [catalogo della mostra].
2008: recita una parte nel cortometraggio “L’Astronauta” diretto da Maurizio Losi prodotto da Exen Media.
2009: si laurea con lode nel biennio di “Arti Visive”, cattedra del professor Correggia, presso l’Accademia di Brera di Milano.
2010: espone allo “Spazio Rosso Tiziano” nella mostra “Rastelli & Rastelli” insieme al padre, lo scultore Giorgio Rastelli. La rassegna è stata riproposta nei suggestivi spazi dell’ex-Macello di Fiorenzuola e nel boutique art-hotel Casa Illica nel borgo di Castell’Arquato.
2011: espone con la Galleria Winarts allo Spazio K in via Spalato Milano; nella personale allo spazio Finisterra in via dell’Orso 4 Milano, in occasione del Bit e della settimana della moda, e allo Spazio Rosso Tiziano. Un’opera viene battuta all’asta “Arte per Loro” organizzata da Confindustria Piacenza e viene acquisita dal MIM Museum In Motion del Castello di San Pietro in Cerro (PC). Silvia espone inoltre nella galleria “Rivoli 59” di Parigi, nella galleria “Laboratorio delle Arti” in “Arte per Loro” (Piacenza), nella personale “Beauty Demands Protection” presso una galleria a Kiev, alla Biennale Art-Brescia 2011 [catalogo“Art-Brescia 2011”] e infine a Milano in “Arte per Loro” alla Galleria della Fondazione D’Ars.
2012: espone alla fiera Aam-Arte ACCESSIBILE MILANO con la Sputnik Arts Project, a cura del critico Silvia Fabbri e al Palazzo di Novara, disegnato da Renzo Piano, con Art-Action. Silvia é in mostra al Fuori Salone allo Spazio Bossi Clerici di Milano in “sMobilitazioni d’arte” con la collezione De Mura Interior Art Design [catalogo “De Mura”] e ad Altamura, nello spazio , in “AvVOLTI” curata da De Mura e dal Movimento Culturale Spiragli. Inizia a collaborare con il curatore Fortunato D’Amico nella performance(coreografata da Elena Gigliucci) e mostra personale “Mascara” nei Docks dell’Arsenale di Venezia, promossa da Art-Events, in concomitanza con la 13°Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia. All’ ExAnsaldo di Milano Silvia partecipa ad “Itacalive”,a cura del critico Silvia Fabbri, mostra e performance (coreografia di Elena Gigliucci)accompagnata da pianoforte, oboe e violino(conservatorio di Como). Realizza una installazione e due nuove performance, “Legami” e “Bianco” in “20 Veggenti” su un progetto di Silvia Capiluppi, a cura di Fortunato D’Amico, ne Il Fabbricone di Vigevano.
2013: danza tra le sue opere nella performance “Double”, “Tra Arte E Design”, ideata da
DeMura e dal Movimento Culturale Spiragli presso la Sala Murat di Bari, animando la libreria “Double”,del designer Raffaele Di Vaio (De Mura), ridipinta con quattro opere. Nasce la performance “Movimento Creativo” nella quale Silvia danza e dipinge circondata dalle sue opere durante la mostra “Be On The Move”, curata da Fortunato D’Amico, al MACS di Milano, Mazda Con-Temporary Space; coreografa “La tredicesima notte…insomma quel che volete”, diretto da Francesco Summo, Teatro San Giovanni, Castel San Giovanni.
2014: danza, a Milano, nella performance MX-5 (coreografia di Elena Gigliucci, danzatori SilviaRastelli e Kevin Regonesi), commissionata da Mazda Italia; inaugura, con la performance nel “Teatro Rossi” Arte-Fatto (coreografia di Elena Gigliucci), la mostra itinerante con il padre Giorgio Rastelli, intitolata “Volti e Corpi”, organizzata dal comune di Casalpusterlengo; partecipa alla collettiva nella galleria d’arte Winarts di Milano e inaugurala mostra personale “Luna Rossa” nelle Raccolte Frugone dei Musei di Nervi e Genova curata da Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei, danzando nella performance “LunaRossa”(coreografia di Elena Gigliucci, musiche di Sergio Piva del Clarysax). Silvia insegna danza contemporanea alla compagnia Ensemble di Lodi del Teatro Urbano, direttore Francesco Suardi.
2015: inaugura la personale “I ritratti di Silvia Rastelli. Femminilitá e purezza”, a cura diClaudia Corti, Galleria Winarts di Milano; danza “Modulare B”(cor. di Sam Birt) e “LunaRossa”(cor. di Elena Gigliucci) al Museo di Storia Naturale di Piacenza in “Foresta Di Suoni” con le musiche di Sergio Piva, suonate dal Clarysax. Ripropone “Luna Rossa”, con il Clarysax, in Area Dance di Milano e nel DepurArt Lab Gallery, Depuratore Nosedo di Milano(a cura di Silvia Capiluppi). Nel padiglione Piazzetta Piacenza dell’EXPO 2015, si esibisce,tra le sue opere, con Jacopo Morini in “Arte-Fatto” del Clarysax. Silvia espone e danza “Modulare B” alla Biennale Italia-Cina di Torino presentata da Fortunato D’Amico einterpreta, sul palco di Castell’Arquato, la Performance “Luna Rossa” e “Arte-Fatto” (cor. E.Gigliucci, musica del Clarysax). Danza tra le sue opere in “Tentazione- Frammentazione Liquida”(cor. di Elena Gigliucci e musiche di Sergio Piva e Alice Molari suonate dal Clarysax) a Vigevano e alla Biennale Italia-Cina di Torino presentata da Fortunato D’Amico. Silvia espone in due mostre collettive, una alla Galleria Winarts e l’altra a Vigevano presentata dall’ Officina Nuova delle Arti Onda.
2016: inaugura “Anima”, anteprima della mostra personale nella galleria Civico8 diVigevano presentata da Chiara Milesi e Fortunato D’Amico, danza in “Punti di Vista” di E.Rossetti al Teatro Trieste34 (Piacenza) e la performance “Arte Fatto”(Alice Molari clarinetto)per l’evento “Nutri Mente e Corpo” in Area Dance Milano. Silvia coreografa e danza nel ruolo della strega nell’Opera Macbeth (G.Verdi) , regia di Riccardo Canessa (tra gli interpreti Leo Nucci, Anna Pirozzi, Susanna Branchini e Carlo Colombara), al Teatro Municipale di Piacenza; lavora come mima in Madama Butterfly (G. Puccini) di Sandro Pasqualetto (tra gli interpreti Amarilli Nizza, Vincenzo Costanzo, Nozomi Kato e Mansoo Kim) al Teatro Municipale di Piacenza e al Teatro Comunale Pavarotti di Modena e come performer in Un Ballo In Maschera, diretto da Leo Nucci, esibendosi al Teatro Municipale di Piacenza e al Teatro Comunale di Ferrara. Per il Teatro Trieste34 di Piacenza, Silvia progetta la sua prima produzione PuntoLineaColore (cor.di Rastelli e Gigliucci)collaborando col Clarysax.(musiche di Sergio Piva e Alice Molari).Inaugura la collettiva nella Galleria Winarts di Milano. Silvia danza una propria coreografia nel video Fantacity di Andrea Felice a Roma e dal vivo alla galleria Nemo di Torino.
2017: espone nella Bipersonale “Tratti ritratti autoritratti”, Galleria Winarts, Milano; espone e danza ne “L’olio d’artista” al Palazzo delle Stelline di Milano.
Attualmente Silvia vive e lavora nella campagna piacentina coltivando quotidianamente la sua passione per le arti.

 

 

 

 

 

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