L’arte e le donne: la lezione di Sgarbi su Caravaggio e Cagnacci è uno show

sgarbi

In una sala gremita, da cui molti sono usciti per mancanza di posti, Guido Pedrelli, nuovo presidente della Fondazione, ha presentato lo storico d’arte

Lezione di storia dell’arte molto particolare quella che Vittorio Sgarbi ha tenuto al Palazzo del Ridotto lunedì pomeriggio per la Fondazione Cassa di Risparmio. In una sala gremita, da cui molti sono usciti per mancanza di posti, Guido Pedrelli, nuovo presidente della Fondazione, ha presentato lo storico d’arte, facendo notare come la sua prima uscita ufficiale abbia coinciso con un appuntamento così prestigioso. “L’ho fatto apposta, ho organizzato l’incontro con Sgarbi in occasione del mio debutto”, ha detto Pedrelli, che poco prima aveva accompagnato l’ex politico a visitare la Pinacoteca della Fondazione.

Pinacoteca che, come ha ricordato lo stesso Sgarbi, è stata uno dei primi esempi in Italia di Fondazione bancaria che ha allestito le sue opere come fossero esposte in un museo. Opere importanti di autori italiani, e soprattutto romagnoli: Melozzo da Forlì, Palmezzano, Cagnacci di Santarcangelo, Ramenghi di Bagnacavallo. L’argomento trattato da Sgarbi è stata la figura femminile nelle opere di Caravaggio e Cagnacci, approfondendo in modo molto originale, alla Sgarbi, alcune opere di particolare importanza. Non ha dimenticato di citare il cesenate Ilario Fioravanti di cui ha ricordato le tavole di terracotta (ed è partito un forte applauso in sala) in cui i corpi vibravano come pane. “L’ho conosciuto 30 anni fa – ha spiegato Vittorio Sgarbi – è stato uno dei pochissimi artisti del Novecento ad affrontare il tema religioso in maniera spirituale, non tradizionalista ma in modo autentico, vero. Un grande artista”.

E poi ha iniziato la sua lezione sulle particolari donne del Caravaggio: vitali, addormentate, morte, ma sempre donne reali, in carne e ossa. Anche quando dipingeva la Madonna non cercava la finzione, ma rappresentava la modella che aveva davanti. Fino ad arrivare alla Morte della Vergine, quadro in cui come modella usò una prostituta raccolta dalle acque del Tevere. Sul tavolo una donna con la pancia gonfia, cerulea in volto, senza alcun segno di sacralità. Questo era Caravaggio, secondo Sgarbi. Strappa un sorriso al pubblico quando, spiegando il quadro “Fuga in Egitto” sempre di Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio, racconta di come abbia dipinto la Madonna addormentata, un angelo in primo piano bellissimo (“un misto tra un trans e Belen”) e Giuseppe affascinato, anzi quasi imbarazzato e rapito dalla belezza dell’angelo tanto da fargli mettere un piede sopra l’altro in segno di timidezza.

“Un’opera che racconta di un fatto sacro che si trasforma in un quadro dalla sfumatura quasi erotica”, ha spiegato Sgarbi, puntualizzando, ironicamente, che non tutta la critica del settore la pensa come lui. Poi è arrivato a Guido Cagnacci, il romagnolo. “Che come tutti i romagnoli ama le donne. E nei suoi quadri si vede. Sta proprio in mezzo a Caravaggio, il realista in assoluto, e a Guido Reni, l’idealista in assoluto. Tratta argomenti sacri ma li rende carnali, sensuali. Non può farne a meno perché ama la vita, come del resto fanno i romagnoli”. Applausi e apprezzamenti dal numeroso pubblico che è rimasto più di due ore ad ascoltarlo incantato. E lui, da vero intrattenitore, non ha tradito nemmeno quelli che si aspettavano un po’ di show stile televisivo. A un certo punto riferendosi al quadro “Maddalena penitente” ha anche detto: “Caravaggio ha lasciato dormire la modella e l’ha dipinta così, com’era. Senza finzioni. Un altro pittore le avrebbe detto: Capra, svegliati, mettiti in posa. Lui no, lui ha scelto la realtà…”.

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(da Cesena Today – 30.05.2017)

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