Il lavoro del curatore d’arte: intervista a Loris Zanrei e Roberto Roda

Posted at 08:43h in Arte contemporanea by Hellen Lusardi 0 Comments
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a cura di Hellen Lusardi 

Il lavoro del curatore d’arte a volte viene percepito in modo molto particolare, quasi fosse coperto da un alone di mistero: si occupa d’arte certo, ma nel concreto qual è il suo ruolo? Gli artisti sono le guest star, ma senza la figura del curatore anche loro rischiano di andare poco lontano: e allora che azioni svolge questa figura? Il ruolo di questo professionista è di grande responsabilità e riguarda non soltanto la scelta dei contenuti della mostra, ma anche la selezione della location, la predisposizione degli impianti espositivi interni e del budget, il coordinamento dell’allestimento, la promozione dell’evento e la gestione del personale che è impiegato nei vari processi operativi. Perciò il lavoro del curatore d’arte non richiede solo la conoscenza del mercato dell’arte, ma anche una notevole dose di capacità organizzativa multitasking.

LORIS ZANREI

Loris Zanrei
Loris Zanrei

Loris si definisce volitivo, curioso e appassionato. Quando gli abbiamo posto la fatidica domanda, cioè come ha fatto a trasformare una passione in un lavoro, ci ha confessato che ha sempre voluto fare il curatore, quindi è venuto da sé. Volontà, determinazione e studio possono trasformare qualsiasi passione in lavoro, inoltre secondo lui è molto importante crederci sempre e sapersi reinventare, soprattutto quando un’esperienza o una fase giungono al termine.
Il lavoro del curatore d’arte è una professione decisamente onnivora, fatta di spostamenti, nuove conoscenze, scoperte, studio continuo. Un lavoro che ti conduce in realtà sfaccettate e visioni spesso antitetiche. Proprio grazie a queste caratteristiche e alla sua precarietà, ha la forza di spingerti sempre un po’ più in là, facendoti vedere diversi punti di vista; insinuandoti il dubbio e mettendoti in dubbio. E da qui la nostra domande sulla sua partecipazione a UNHomeGalleryMiami: per Loris questo progetto è estremamente interessante per avvicinare le persone che percepiscono l’arte attuale come un’espressione distante e cervellotica. Condurre qualcuno verso qualcosa, attraverso qualcos’altro e fare in modo che questo qualcuno, qualcosa e qualcos’altro creino un’esperienza, anzi due, ed entrambe molto intime, è estremamente affascinante. Non a caso ha deciso di aderire perché lo trova “perfettamente in linea con la sua linea”. Per quanto riguarda invece le sue aspettative, ne ha sempre molte nei confronti dei progetti ai quali aderisce e non solo, quindi vive perennemente in una curiosa attesa che spera possa poi sfociare in stupore.

Riguardo al panorama artistico contemporaneo, ci ha spiegato che nonostante in Italia ci sia, da sempre, un grande fermento e vengano inseriti sul mercato artisti sempre più giovani e determinati, da un po’ di tempo a questa parte le strutture portanti e anche la creazione, si sono piano piano devitalizzate. La crisi che stiamo vivendo ha portato spesso anche i più temerari ad adeguarsi ad una rassicurante conformità, e la maggior parte delle produzioni sono diventate intercambiabili. Intercambiabilità che sembra essere purtroppo molto sostenuta anche dal sistema dell’arte. Loris invece crede sempre molto nella forza e potenza di quei fiorellini che si insinuano fra le crepe di un muro o ai bordi di una strada principale e piano piano si radicano e diffondono nell’intero territorio.

ROBERTO RODA

roberto roda
Roberto Roda

Roberto Roda, Colombiano di nascita ma da oltre 15 anni in Italia si è immediatamente definito meticoloso, lunatico e curioso. Parlando del suo lavoro di curatore ci ha spiegato che in verità l’arte non le permette di mantenersi come vorrebbe, infatti come lavoro principale fa l’insegnante di materie plastiche, spera però un domani di poterlo fare come impegno unico e sufficientemente remunerativo, anche se l’insegnamento resta comunque un’altra sua passione. Ha iniziato ad avvicinarsi all’arte contemporanea fin da piccolo, poi la scelta della facoltà (Storia dell’Arte Contemporanea) gli ha permesso di accostarsi fattivamente al mestiere di curatore e al panorama dei giovani artisti. Secondo lui questo lavoro è fatto di diverse sfaccettature: ritiene fondamentale l’approccio emotivo sia per quanto riguarda le opere che per quel che concerne i rapporti interpersonali che si creano da un lato con gli artisti e i galleristi, dall’altro con il pubblico ed eventuali collezionisti. Di fatto è un lavoro che si adatta bene alla definizione multitasking: un curatore deve essere capace di allestire fisicamente una mostra come di dimostrarsi attento alle novità del panorama artistico, di approcciarsi con gli artisti come di interfacciarsi con enti pubblici, ad esempio.

A proposito della sua scelta di far parte della giuria di UNHomeGalleryMiami, ci ha detto che ha sempre pensato che fosse paradossale la lontananza tra il pubblico di massa e l’arte “contemporanea” che, di nome e di fatto, rappresenta il “qui e ora” che stiamo vivendo; per Roberto è proprio l’uomo contemporaneo il suo miglior fruitore. Il compito degli addetti ai lavori dovrebbe dunque essere quello di creare le condizioni per cui ciò avvenga: ecco perché si sente del tutto in linea con la mission della start up UNHomeGalleryMiami, il cui scopo è proprio l’avvicinamento dell’arte al grande pubblico. Questo progetto in particolare è interessante perché utilizza l’arte come scintilla per la riattivazione di rapporti umani, di luoghi “al limite”, mettendo al centro l’altro, qualunque esso sia.
Infine secondo lui la situazione artistica italiana vive un momento molto delicato in cui l’eccellenza di molti artisti convive da una parte con la mediocrità “modaiola” di altri colleghi e dall’altro con un sistema economico in crisi nera ed una eccessiva difficoltà a sbarcare il lunario per chi opera in questo settore. Per tutti questi motivi, crede che quello che sta portando avanti sia già un contributo importante per sciogliere alcuni nodi e migliorare nel complesso la situazione.

a cura di Hellen Lusardi

per Arting News Magazine

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