Anastasia Silvestri, una giovane artista ironica e “felliniana”

09 Febbraio 017       Redazione
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Anastasia Silvestri nelle sue opere cerca di ricreare scenari grotteschi, appariscenti e ricchi di simboli onirici ed arcani celati dalla nostra coscienza razionale; i suoi personaggi sono talvolta immaginari e un poco “felliniani” figure avvolte di innocenza e ironia, ma allo stesso tempo esseri mistici pervasi da visioni e rapiti da deliri ed ebbrezze.
Non dimentichiamo che l’artista è la sua opera. È lui che prima di tutto bisogna conoscere, è necessario e indispensabile indagare sulla sua personalità e sulle sue ” stratificazioni ” di artista, sul suo percorso evolutivo sia caratteriale che professionale, se si vuole avere una qualche possibilità di successo nella comprensione delle sue opere. Ma Anastasia ci piace. Ci piace non capirla o capirla solo in parte, per questo rimane in sospeso nelle sue opere un profondo senso di non celato…da qui vogliamo partire. Ma Anastasia ci piace.
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BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
– Anastasia Silvestri  nata a Canosa di Puglia classe ’88.
Artista emergente che crea “PORTALI” di congiunzione ed elementi provenienti da una altra dimensione.
Ossessionata fin da piccola dalle storie del focolare dei Fratelli Grimm e cresciuta con cartoni animati della Walt Disney.
Appassionata per il disegno e per tutto ciò che è creativo ma anche molto interessata al restauro delle opere d’arte.
Formazione da decoratore presso l’Istituto d’Arte di Cerignola con l’artista, mentore e stimatissimo docente Ennio Tarantino. Con gli studi approfonditi nell’Accademia di Belle Arti di Bari, Anastasia cresce artisticamente scoprendo un proprio mondo in cui si proietta e che trasmette attraverso le sue opere ed illustrazioni.
Flower-Land è il pretesto per far conoscere una parte del suo immaginario, presentato per la prima volta come lavoro conclusivo in seduta di laurea breve nel 2012, nonché la sua prima pubblicazione, casa editrice Edigiò Maggio 2014.
Nel 2015 termina gli studi all’accademia di Belle Arti di Bari presentando come tesi conclusiva uno stop motion di sei minuti circa, creato in collaborazione con una sua cara amica e collega, Valentina Salvemini. Lo stop è intitolato “gate”.-

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