Sgarbi, la cattedrale vegetale meglio di Christo: «Qui la mano di Dio»

Sgarbi, la cattedrale vegetale meglio di Christo: «Qui la mano di Dio»

Il critico ha visitato ed elogiato l’installazione di Giuliano Mauri sulle rive dell’Adda: «Non diventerà un luna park come il lago d’Iseo». 108 alberi andranno a costruire una chiesa: il costo sfiora i 300mila euro, coperti da regione e sponsor privati

Vittorio Sgarbi con il sindaco Uggetti (a sinistra) a Lodi (foto:Pasqualino Borella)
Vittorio Sgarbi con il sindaco Uggetti (a sinistra) a Lodi (foto:Pasqualino Borella)

«Sarà un luogo in cui le persone verranno a pregare anche se sono atee, per celebrare la potenza della creazione». Vittorio Sgarbi lunedì pomeriggio ha benedetto l’opera che il Comune di Lodi e gli eredi dell’artista scomparso Giuliano Mauri stanno realizzando sulle rive dell’Adda, davanti a Lodi, secondo il testamento artistico lasciato dall’esponente della «Art in nature» morto sei anni fa. La cattedrale vegetale di Lodi da una parte come esempio di «buona arte» – così l’ha definita il critico ed ex parlamentare – a differenza delle «Floating piers» dell’artista bulgaro Christo sul Lago d’Iseo.

La «mano del dio»

«Là un atto arrogante e quasi egotistico che non ha portato alcun vantaggio alla bellezza dei paesi del lago d’Iseo – ha detto Sgarbi davanti a una platea di circa 150 persone nel luogo dove il tempio vegetale di Mauri sta crescendo sull’argine dell’Oltreadda -: un luna park, una passerella divertente che ha portato un milione di persone a camminare sull’acqua per andare a sbattere contro un muro e tornare indietro. Altra cosa l’opera di Mauri, dove il gesto dell’uomo e dell’architetto ripete il gesto di Dio, con gli strumenti che Dio ci ha dato, per creare qualcosa che durerà in eterno secondo i ritmi della natura e integrandosi con la città e le bellezza naturali che la circondano. E che non sarà smantellato dopo due settimane».

La più grande d’Italia

La cattedrale vegetale è l’ultimo sogno dell’artista lodigiano Giuliano Mauri e nel suo genere sarà la più grande d’Italia: come ha anticipato Francesca Regorda, nipote di Mauri, sono quasi terminate le 108 strutture lignee che a loro volta ospiteranno una pianta ciascuna a creare una chiesa gotica fatta interamente di alberi. Sgarbi l’ha visitata lunedì insieme al sindaco del Pd Simone Uggetti e all’assessore all’ambiente Andrea Ferrari, che ha seguito passo per passo l’opera per oltre sei anni. Lo stesso Sgarbi, da ambasciatore di Expo, era riuscito a ottenere i fondi dal governatore della Lombardia Maroni per inserirla nel contesto delle opere legate alla kermesse di Rho-Pero. La realizzazione è però iniziata ad Expo già conclusa, soprattutto per le difficoltà legate alla suo localizzazione, in zona esondabile sulle rive dell’Adda. «Un desiderio espresso dall’artista stesso», ricorda Ferrari. Ora però i colonnati sono quasi terminati e a settembre inizierà la semina degli alberi, con tutta probabilità querce. Il costo complessivo sfiora i 300mila euro, coperti da regione e sponsor privati. «Il Comune – sottolinea il sindaco Uggetti – non ha speso un euro per quest’opera che diventerà la maggiore attrazione artistica della città».

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