Milano, boom di visite per BienNoLo 2019: arte e creatività (senza elettricità)

E’ già un successo la BienNoLo 2019, con 3mila presenze nei primi tre giorni. La Biennale d’arte contemporanea di NoLo, il distretto multietnico della creatività a Milano, è stata inaugurata il 17 maggio negli spazi dell’ex laboratorio “Panettoni Giovanni Cova”. Non a caso il titolo della prima edizione, che si terrà fino al 26 maggio, è #eptacaidecafobia. Parola di origine greca che sembra uno scioglilingua dal suono misterico e inquietante, che indica la paura del numero 17.

BienNoLo 2019, arte e creatività a Milano

UFFICIO STAMPA

Stand Up di Matteo Pizzolante è una trasformazione scultorea della climacofobia, la paura delle scale, che caratterizzava le scene di Vertigo di Alfred Hitchcock (Ph: F. Stipari)

Città ideale di Massimo Uberti ci racconta del desiderio dello spazio urbano immaginario, attraverso un’installazione di 200 candele quotidianamente accese (Ph: F. Stipari)

Sono 37 gli artisti invitati per la prima Biennale d’arte contemporanea di NoLo, italiani e internazionali, tutti legati in qualche modo a Milano. E sono ben 30 i volontari impegnati. “La manifestazione – sottolinea una delle curatrici, Rossana Ciocca di ArtCityLab, a Tgcom24 – si svolge interamente senza eletriccità, fruendo solo della luce naturale. Come nella Land Art, le opere della BienNoLo vivranno illuminate dal giorno, oscurate dalla notte, per essere parte integrante del luogo e riflesso dell’umanità da cui nasce la loro poetica”. Gli altri organizzatori sono Gianni Romano (ArtCityLab), Matteo Bergamini e l’ideatore Carlo Vanoni.

“Come location è stato scelto un luogo dismesso in periferia”, aggiunge Rossana Ciocca. L’ex panettonificio Cova può essere descritto come quello che Gilles Clément ci indica come Terzo Paesaggio, un luogo abbandonato dall’uomo, un’area ex industriale dismessa in cui crescono rovi e sterpaglie. In una superficie di 1.800 metri quadrati si snodano opere transitorie in luoghi transitori, lavori effimeri nella loro essenza e nella materia che li compone e che si inseriscono in uno spazio espositivo che ne diventa elemento strutturale, opere che non potrebbero esistere altrimenti, in altro tempo, in altro luogo, in altra dimensione. Il concetto di transitorietà e di passaggio da un luogo all’altro è del resto uno dei temi che gli artisti della contemporaneità hanno maggiormente affrontato in questi anni.

Estremamente rappresentativa, racconta Rossanna Ciocca, è l’opera di Adrian Paci. “Il silenzio delle piante” pone lo spettatore nella condizione di ascoltare, contemplare o semplicemente guardare questo angolo di verde incolto. Una struttura in ferro dalla forma orbitale, di circa otto metri di lunghezza circonda una gigantesca pianta di “Buddleja davidii”, detta anche “albero delle farfalle”. Ai due poli di fronte alla pianta due sedute, per gli spettatori che avranno voglia, tempo e pazienza di ascoltare il silenzio della vita.

Oltre alla mostra “ufficiale”, c’è anche un programma off BienNoLo intitolato “Habitat”, ricchissimo di eventi. Al Tranvai, ad esempio, si è tenuto l’appuntamento con la Scuola di Santa Rosa (progetto ideato da Francesco Lauretta e Luigi Presicce). I due artisti hanno portato a Milano una pratica che hanno inaugurato nel 2017: trovarsi, insieme a pubblico, amici, studenti e curiosi per disegnare insieme, raccontarsi la vita, in un’esperienza apparentemente “fuori tempo” che corrisponde invece alla gioia della spontaneità e di una ritrovata condivisione.

Trattandosi di una manifestazione a carattere biennale, negli anni in cui non avrà luogo l’appuntamento d’arte si terrà il “Premio BienNoLo”, un concorso per artisti emergenti e affermati, selezionati da una giuria di esperti che verrà nominata nei prossimi mesi, volto alla produzione di un’opera ideata per il quartiere, dando così vita a una commissione locale di arte pubblica che manterrà saldi i rapporti tra i promotori e la comunità.

E’ già un successo la BienNoLo 2019, con 3mila presenze nei primi tre giorni. La Biennale d’arte contemporanea di NoLo, il distretto multietnico della creatività a Milano, è stata inaugurata il 17 maggio negli spazi dell’ex laboratorio “Panettoni Giovanni Cova”. Non a caso il titolo della prima edizione, che si terrà fino al 26 maggio, è #eptacaidecafobia. Parola di origine greca che sembra uno scioglilingua dal suono misterico e inquietante, che indica la paura del numero 17.

BienNoLo 2019, arte e creatività a Milan

Sono 37 gli artisti invitati per la prima Biennale d’arte contemporanea di NoLo, italiani e internazionali, tutti legati in qualche modo a Milano. E sono ben 30 i volontari impegnati. “La manifestazione – sottolinea una delle curatrici, Rossana Ciocca diArtCityLab, a Tgcom24 – si svolge interamente senza eletriccità, fruendo solo della luce naturale. Come nella Land Art, le opere della BienNoLo vivranno illuminate dal giorno, oscurate dalla notte, per essere parte integrante del luogo e riflesso dell’umanità da cui nasce la loro poetica”. Gli altri organizzatori sono Gianni Romano (ArtCityLab), Matteo Bergamini e l’ideatore Carlo Vanoni.

“Come location è stato scelto un luogo dismesso in periferia”, aggiunge Rossana Ciocca. L’ex panettonificio Cova può essere descritto come quello che Gilles Clément ci indica come Terzo Paesaggio, un luogo abbandonato dall’uomo, un’area ex industriale dismessa in cui crescono rovi e sterpaglie. In una superficie di 1.800 metri quadrati si snodano opere transitorie in luoghi transitori, lavori effimeri nella loro essenza e nella materia che li compone e che si inseriscono in uno spazio espositivo che ne diventa elemento strutturale, opere che non potrebbero esistere altrimenti, in altro tempo, in altro luogo, in altra dimensione. Il concetto di transitorietà e di passaggio da un luogo all’altro è del resto uno dei temi che gli artisti della contemporaneità hanno maggiormente affrontato in questi anni.

Estremamente rappresentativa, racconta Rossanna Ciocca, è l’opera di Adrian Paci. “Il silenzio delle piante” pone lo spettatore nella condizione di ascoltare, contemplare o semplicemente guardare questo angolo di verde incolto. Una struttura in ferro dalla forma orbitale, di circa otto metri di lunghezza circonda una gigantesca pianta di “Buddleja davidii”, detta anche “albero delle farfalle”. Ai due poli di fronte alla pianta due sedute, per gli spettatori che avranno voglia, tempo e pazienza di ascoltare il silenzio della vita.

Oltre alla mostra “ufficiale”, c’è anche un programma off BienNoLo intitolato “Habitat”, ricchissimo di eventi. Al Tranvai, ad esempio, si è tenuto l’appuntamento con la Scuola di Santa Rosa (progetto ideato da Francesco Lauretta e Luigi Presicce). I due artisti hanno portato a Milano una pratica che hanno inaugurato nel 2017: trovarsi, insieme a pubblico, amici, studenti e curiosi per disegnare insieme, raccontarsi la vita, in un’esperienza apparentemente “fuori tempo” che corrisponde invece alla gioia della spontaneità e di una ritrovata condivisione.

Trattandosi di una manifestazione a carattere biennale, negli anni in cui non avrà luogo l’appuntamento d’arte si terrà il “Premio BienNoLo”, un concorso per artisti emergenti e affermati, selezionati da una giuria di esperti che verrà nominata nei prossimi mesi, volto alla produzione di un’opera ideata per il quartiere, dando così vita a una commissione locale di arte pubblica che manterrà saldi i rapporti tra i promotori e la comunità.

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