Manifesta 12, svelati artisti e programma della biennale che inaugurerà a Palermo il 16 giugno

La biennale d’arte contemporanea itinerante che inaugurerà a Palermo il 16 giugno ha svelato i primi nomi degli artisti che con i loro lavori animeranno la prossima edizione della kermesse, guidati dal tema “Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza”. Tra installazioni, performance e nuove tecnologie, ecco nel dettaglio i 10 progetti pensati per il capoluogo siciliano

 

Veduta-di-Palermo
veduta di Palermo 

 

Continua a comporsi di nuove tessere lo sfaccettato mosaico che darà forma al programma della prossima edizione di Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che verrà inaugurata a Palermo il prossimo 16 giugno. Dopo aver svelato il tema della kermesse – Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo– e dopo aver annunciato i progetti selezionati attraverso il lancio dei bandi Eventi Collaterali di Manifesta 12 e 5x5x5 – di cui domani vi sveleremo in esclusiva le prime anticipazioni –, la biennale ha appena rivelato parte del suo programma annunciando i nomi di alcuni artisti e delle nuove sedi in cui si snoderà. Manifesta si comporrà di più di 30 nuovi lavori, installazioni pubbliche, performance e interventi urbani e si diramerà in più di 20 luoghi iconici di Palermo, tra cui il Teatro Garibaldi, l’Orto Botanico, piazza Magione, la Chiesa dei SS. Euno e Giuliano, Palazzo Butera, lo Zen, Pizzo Sella, Palazzo Forcella De Seta, Palazzo Ajutamicristo e Palazzo Costantino. Il “Giardino Planetario” di Manifesta 12 – un’indagine sui fenomeni geopolitici, sociali ed ecologici di oggi – verrà investigato dall’artista brasiliana Maria Thereza Alves, che proporrà un’installazione a Palazzo Butera dedicata al sincretismo floreale proprio della Sicilia; dal pioniere della performance art contemporanea in Nigeria Jelili Atiku, che realizzerà una performance processionale il 15 giugno per le vie della città; dal paesaggista e filosofo contemporaneo francese Gilles Clément, che ha ispirato l’intera biennale con il suo libro Il giardino Planetario e che in collaborazione con lo studio di progettazione multidisciplinare Coloco ha ideato un giardino urbano nel quartiere Zen; dal collettivo londinese Cooking Sections che proporranno una ricerca sui sistemi agricoli di irrigazione a secco; dall’artista irlandese di computer grafica in tempo reale John Gerrard che presenterà i suoi lavori tra Palazzo Ajutamicristo e Palazzo Forcella De Seta; dall’artista svizzero Uriel Orlow che presenterà una videoinstallazione a Palazzo Butera incentrata sul valore della memoria e sul potere evocativo della botanica; dal visual artist e direttore artistico della Riwaq Biennale Khalil Rabah che, ispirandosi ai mercati palermitani, riprodurrà all’Orto Botanico un mercato di diversi manufatti, assemblaggi e sculture; dal collettivo belga di architetti Rotor che stanno realizzando un intervento urbano nell’area di Pizzo Sella, a nord di Palermo. E infine, anche da due artisti italiani: la campana Marinella Senatore che il 16 giugno proporrà una processione urbana, un movimento collettivo in danza per le strade del centro storico di Palermo, e da Giorgio Vasta, scrittore e sceneggiatore palermitano, con il suo progetto City Scripts, un’App digitale dedicata alla narrazione della città. Ma adesso ecco nel dettaglio chi sono gli artisti che animeranno la prossima Manifesta e quali sono i progetti da loro appositamente pensati per l’edizione palermitana.

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