Polemica Vittorio Sgarbi – Loris Zanrei: ” Christo passerella verso il nulla “… “The floating piers” una cosa grandiosa. I punti di vista contrapposti, intervistati per voi a poche settimane dalla chiusura.

ESCLUSIVA

di Alessandro Palmieri       06/08/2016

A distanza di alcune settimane dalla chiusura dell’installazione ” The floating piers” dell’artista internazionale “Christo” abbiamo interpellato il noto critico d’arte e personaggio televisivo Vittorio Sgarbi e Loris Zanrei, curatore di mostre ed imprenditore nel settore arte. Due punti di vista completamente diversi, polemiche e contraddittorio in diretta per noi.

art gallery 56 - 2          sgarbi

Loris Zanrei                                     Vittorio Sgarbi

– Non nominare il nome di Christo invano: Vittorio Sgarbi e il suo ciuffo addomesticato hanno bestemmiato: «Quella passerella è una cosa verso il nulla, serve solo a sé». Il critico ha calpestato il miracolo dell’artista bulgaro con il suo mocassino – «ho una certa antipatia per le masse, anche se le masse mi acclamano: ci sono andato alle tre di notte, quando non c’è nessuno» – ma la passerella giallo dalia da 15 milioni di euro non vale un centesimo rispetto alla sua mostra sui tesori d’Italia al Musa: «Anche solo un quadro di quelli che ho esposto a Salò vale molto di più».
L’apostata rende onore e grazie a Christo: «Lo assolvo da ogni responsabilità: ha bisogno di farsi vedere, e poi l’arte contemporanea ha sempre una dimensione di equivoco, provocazione. Però qui la Land Art che dovrebbe valorizzare un paesaggio valorizza solo se stessa, il successo di Christo non coinvolge il luogo in cui accade, non c’è interazione. Hanno fatto la passerella per compiacerlo, ed è un’ottima cosa, ma non serve a niente. Sabato, alle sei, l’accademia di Lovere era chiusa: l’ho fatta riaprire io, la sera. Non è normale: i turisti arrivano, mangiano i panini sul ponte e tornano indietro. Nessuno sa cosa c’è qui intorno: non danno neanche le mappe. L’opera di Christo è una cosa effimera.». Interpellato sull’opinione di Vittorio Sgarbi, Zanrei parte con la sua disamina:

<< Non sono assolutamente d’accordo con Vittorio,  l’ opera d’arte richiede coinvolgimento con lo spazio. Tutto, dalla gioia di togliere le scarpe e camminare piedi nudi fa parte del coinvolgimento”. È l’entusiasmo che non dev’essere effimero, anzi: la capacità di osservare la natura con occhio rinnovato deve durare anche oltre il periodo dell’installazione. Ovvio che poi, tra le migliaia di visitatori, ce ne sono stati tantissimi intenzionati a recarsi a Sulzano e dintorni solo perché l’opera è considerata un grande happening mondiale . La mia speranza è che il messaggio dell’installazione possa arrivare anche a chi non è abituato a cogliere i significati più profondi di un’opera d’arte. >>

Chiediamo ora a Loris Zanrei se The Floating Piers è un’opera impattante:
Zanrei: << Assolutamente no, The Floating Piers è stata interamente realizzata in materiale riciclabile, e come detto sopra non è destinata a durare: dunque non ha alcun senso parlare di impatto sul paesaggio. A meno che non si voglia intendere l’“impatto” come “impatto estetico”: ovviamente , come giusto, molti non hanno gradito l’installazione, ma questo non è certo un buon motivo per scagliarsi contro l’opera. Sono altri i tipi di impatto verso i quali bisognerebbe rivolgere la nostra attenzione: basterebbe, per esempio, informarsi sulla cementificazione del lago d’Iseo. Questo è il vero impatto sul paesaggio. >>

il ponte

artissima

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