Vai al contenuto

Restaurato il “Giotto vaticano”: riemerge il capolavoro sopravvissuto al Rinascimento

A cura di redazione


Città del Vaticano — Dopo secoli di oblio, una delle rarissime testimonianze della mano di Giotto di Bondone nei Palazzi Apostolici è tornata a splendere. Si tratta di un frammento di affresco sopravvissuto al vortice delle trasformazioni artistiche del Rinascimento, finalmente restaurato e restituito al pubblico nella sua straordinaria forza espressiva.

Un testimone del Trecento tra i giganti del Rinascimento

L’opera, situata in un ambiente di rappresentanza all’interno del Palazzo Vaticano, era da tempo conosciuta dagli studiosi ma rimasta oscurata – sia materialmente che simbolicamente – dalle grandi decorazioni di Raffaello, Michelangelo e degli altri protagonisti del Cinquecento. In parte danneggiata e ridipinta nei secoli successivi, l’opera è ora tornata visibile grazie a un delicato intervento conservativo, condotto dai restauratori dei Musei Vaticani in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni Giottesche.

Il restauro: una finestra sulla pittura prima del Rinascimento

Secondo i restauratori, l’affresco raffigura una scena sacra – forse un’Annunciazione o un’allegoria ecclesiale – dipinta con l’inconfondibile sensibilità narrativa di Giotto. Le analisi stratigrafiche e le indagini scientifiche hanno confermato l’attribuzione al maestro fiorentino, datando l’intervento intorno al 1305-1310, durante una probabile visita di Giotto a Roma.

“È una scoperta di straordinaria importanza storica – spiega il professor Marco Di Pasquale, storico dell’arte medievale – perché ci offre una rara testimonianza del passaggio di Giotto a Roma, e del suo ruolo nella definizione del linguaggio figurativo papale prima dell’arrivo delle avanguardie rinascimentali.”

Un messaggio sopravvissuto al tempo (e alla gloria altrui)

La scena, oggi visibile in una sala limitrofa alle Stanze di Raffaello, è stata miracolosamente risparmiata dalla furia “modernizzatrice” dei pontefici del Cinquecento, che trasformarono radicalmente gli spazi vaticani, preferendo le nuove estetiche classiciste. A salvarla, secondo alcuni studiosi, fu forse la sua posizione marginale o la venerazione personale di un papa particolarmente devoto all’eredità medievale.

Giotto in Vaticano: un’eccezione diventata rivelazione

La scoperta rivaluta la presenza giottesca in Vaticano, che si credeva minima o perduta. Fino ad ora, il maestro era legato a Roma soprattutto per gli affreschi nella Loggia di San Giovanni in Laterano, oggi scomparsi. Questo recupero, dunque, rappresenta una testimonianza fisica e visiva della sua influenza anche sul papato, ben prima che il Rinascimento ne ridefinisse il gusto.

📍 L’opera sarà visibile al pubblico a partire da settembre 2025, con una mostra temporanea dedicata al “Giotto vaticano”, accompagnata da studi, documenti e ricostruzioni multimediali.

Un capolavoro che ha attraversato il tempo, sopravvivendo al suo stesso superamento. Con questo restauro, Giotto rientra simbolicamente nei luoghi del potere artistico vaticano da cui era stato silenziosamente estromesso – ma non dimenticato.