Giovanni Boldini, un dipinto attribuito al re della Belle Époque in asta da Magnolia Arte
A cura di redazione


Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931) è stato uno dei principali pittori italiani di fine Ottocento, tra i più vicini all’impressionismo tra coloro che operarono in Italia. Boldini era noto per la sua vivace vita mondana, che trovò il suo apice a Parigi: le sue frequentazioni borghesi gli garantirono grande fama come talentuoso ritrattista di personalità culturali e soprattutto di figure femminili, che riportava sulla tela con eleganza, dinamismo e caratterizzazione psicologica, rifuggendo quindi dalla ritrattistica più classica.
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Magnolia arte casa d’aste (magnoliaarte.com) presenta in asta un’opera attribuita a Giovanni Boldini, una figura femminile, un dipinto straordinario su cartone, un’immagine che esalta il senso del movimento quale cifra espressiva peculiare di Boldini. Rappresenta una donna moderna e emancipata, senza tempo, forte di personalità e disinvoltura. Un dipinto su cartone in misura 26 x 15 e riferibile al 1880/1890. L’opera e’ corredata da una scheda tecnica di presentazione, oltre che da una perizia dell’autorevole Prof. Egidio Martini (critico d’arte), e ci racconta il Boldini nel suo stile più iconico: “ Si può affermare che Boldini, con la sua modernità artistica e il suo virtuosismo capace di cogliere anche la più sottile nota di sensualità del soggetto, abbia anticipato la figura del trend setter e dell’influencer: prima di iniziare a lavorare ai suoi dipinti, infatti, il pittore ferrarese era solito assicurarsi che le sue illustri modelle indossassero una mise all’altezza del suo impeccabile gusto. Il talentuoso pennello di Boldini ha consegnato alla posterità le immagini dei protagonisti di quell’epoca mitica concorrendo a fare di loro delle vere e proprie icone glamour. Nei ritratti di intellettuali, nobildonne e attrici incontrati nei salotti mondani della Parigi fin de siècle, rivive il fascino di una società raffinata ed elegante e di una femminilità “suprema e irresistibile”, come scrivono i cronisti dell’epoca. La moda diviene ben presto un attributo essenziale e distintivo della sua ritrattistica. “

Lo stile e le opere di Giovanni Boldini
Formatosi tramite lo studio delle opere risalenti al Quattrocento che il padre gli presentava a lezione, Giovanni Boldini sviluppò ulteriormente la sua arte grazie al contatto con i Macchiaioli, senza tuttavia aderire in pieno al loro gruppo. Rispetto a quelli dei macchiaioli, infatti, i dipinti di Boldini virano verso soluzioni di linee e colori molto più ardite e dinamiche. Inoltre, Boldini preferiva nettamente i ritratti ai dipinti di paesaggio. Si veda come riferimento il Ritratto di Giuseppe Abbati(1865), pittore che Boldini frequentava a Firenze. Egli non viene ritratto in una posa canonica, piuttosto Boldini dà l’idea di aver catturato il momento in cui l’amico è passato a trovarlo nel suo studio mentre si trovava nei paraggi, a passeggio con il suo cane (anch’esso nel dipinto). Anche lo spazio intorno ad Abbati risulta dinamico, addirittura è possibile notare come alcuni dipinti appesi al muro sul lato destro risultino sfocati.
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La tendenza di Boldini a preferire la ritrattistica fu inoltre alla base del suo distacco dagli Impressionisti, che frequentava a Parigi. Certamente alcuni influssi di Edgar Degas e dei compagni sembrano effettivamente aver toccato in qualche modo l’immaginario del pittore, che in questo periodo dipinge non solo ritratti ma anche scene di genere, si vedano ad esempio Le chiacchieredel 1873, oppure Lo strillone parigino (il giornalaio)del 1878. Singolari sono inoltre alcuni dipinti che si riferiscono al periodo in cui Boldini lavorava presso Goupil: il mercante d’arte chiedeva, infatti, ai suoi artisti di accontentare il gusto dei clienti, che amavano circondarsi di opere che riecheggiassero la pittura francese del Settecento. Le opere di questo periodo denotano dei cambiamenti di stile nella produzione di Boldini, soprattutto nella tavolozza di colori che si fa più chiara ed eterea. Ne è esempio Dame del primo impero (1875).
Ma non appena finì la collaborazione con Goupil, Boldini esplorò tinte più scure, virate sui toni del rosso, del marrone, del nero. Importantissime in questa esplorazione furono i colori per l’appunto molto intensi e scuri delle opere di Frans Hals e Diego Velázquez.
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