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Un San Giuseppe attribuito a Guido Reni illumina l’asta di Arte Classica di Magnolia Arte su Catawiki

A cura di redazione

L’appuntamento con i dipinti antichi prosegue con una sessione dedicata ai grandi capolavori del passato con Catawiki, casa D’aste online, risorsa affidabile e accessibile per gli appassionati d’arte e i collezionisti da tutto il mondo. Un’occasione per chi si avvicina per la prima volta ad una collezione, o per tentare di scoprire qualche “sleeper”. Il punto forte della selezione: senz’altro “Il San Giuseppe con bastone fiorito” attribuito a Guido Reni, offerto con una stima di 4.000,00 / 6.000,00 Euro «È un’opera notevole, molto rara, di una bellezza e un’intensità straordinarie», racconta Loris Zanrei, Ceo di Magnolia Arte ed esperto di arte moderna e antica. Ci auguriamo vivamente», rivela Zanrei, «che generi un’attenzione particolare in collezionisti e istituzioni, ringrazio Catawiki per l’opportunità di presentare l’opera attraverso la loro piattaforma”.

Il record d’asta per il pittore di Bologna, attualmente, è di € 3.1 milioni (Hampel, 2019).

L’opera ha appena ricevuto un importante restauro conservativo da parte di un professionista facente parte la sovrintendenza dei beni culturali, ed è stato successivamente esaminato e stimato dal prof. Concari, noto storico Dell’arte italiano, che ne ha realizzato una presentazione interessante ricca di argomenti e spunti storici:

Guido Reni (Bologna 1575 – 1642, attr.), San Giuseppe con il bastone fiorito

La tela da me analizzata esprime stilemi emiliani (bolognesi) che suggeriscono l’attribuzione a Guido

Reni o alla sua scuola, L’opera, è un bellissimo esempio di classicismo seicentesco. Da qui, dunque, la ricerca di una resa naturalistica sì, ma idealizzata in un’armonia ed una monumentalità che fanno preciso riferimento alla scultura antica ed alla sua rielaborazione in epoca rinascimentale. Dall’analisi del’opera possiamo dedurre come l’autore sia un ottimo rappresentante della corrente classicista del XVII secolo. Egli risulta evidentemente legato alla monumentalità ed all’armonia di Guido Reni. La notevole qualità di quest’ opera si distacca in maniera evidente dalle innumerevoli copie con il medesimo soggetto e costituisce un valido esempio della più bella e importante pittura Barocca Bolognese. Relativamente al significato del bastone fiorito, Il Protovangelo di Giacomo descrive anche il primo incontro fra Maria e Giuseppe. Giuseppe era un vecchio ottuagenario, e Maria era una giovane fanciulla che viveva nel tempio di Gerusalemme dopo essere stata portata li all’età di un anno come dono per il Signore e segno di elezione (cosa descritta anche nei mosaici della facciata del nostro duomo).

Quando Maria aveva raggiunti i dodici o sedic’anni, il Sommo Sacerdote chiese a Dio riguardo al futuro della ragazza e Dio per risposta gli ingiunge di convocare al tempio di Gerusalemme tutti i vedovi della Giudea: un segno miracoloso avrebbe indicato al sacerdote quale doveva essere il vedovo da scegliere come sposo per Maria, o come è tradotto in alcune versioni, per dargli in custodia Maria.

L’ottuagenario San Giuseppe si presentò ma non appena varcò la soglia del tempio, il suo bastone cominciò a gettare fiori e una colomba bianca si posò sulla sua testa. Nonostante le proteste di Giuseppe che si sentiva troppo vecchio, il Sacerdote gli ingiunse di accettare la volontà di Dio che si era manifestata in modo così evidente e Maria fu data in sposa a San Giuseppe.

La stima particolarmente bassa, l’oggettiva bellezza dell’opera, potrebbero fare da volano ad un’opera che pare uscita da qualche museo internazionale e che potrebbe valere cifre decisamente più alte.