Collezionisti a caccia di icone: ecco le opere d’arte più costose ed esclusive sotto il martello nel 2017

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come Santa Caterina, aggiudicato per 2.4 milioni di euro (1614-16)
Artemisia Gentileschi, Autoritratto come Santa Caterina, aggiudicato per 2.4 milioni di euro (1614-16)

L’anno si chiude positivamente per il mercato dell’arte. A livello globale si sono registrati chiari segnali di ripresa rispetto alla performance dello scorso anno e della seconda metà del 2015, in cui si era avuto un sensibile rallentamento.
L’anno che volge al termine è stato scandito da importanti prezzi di aggiudicazione in asta in diversi segmenti chiave dell’Art Market. Le offerte e i rilanci più aggressivi da parte dei collezionisti, sono rivolti a opere di qualità elevata, rare ed esclusive, e vede il loro interesse focalizzato verso dipinti, disegni, sculture, fotografie e oggetti di de-sign possibilmente rimasti celati e conservati a lungo nelle stesse mani, con una storia importante alle spalle, accompagnati da provenienze altisonanti. Vediamo allora quali sono state le opere più costose e contese nel 2017.

Fernand Léger, Contraste de forms (1913), aggiudicato per 70 milioni di dollari Christie's New York, 13 Novembre 2017
Fernand Léger, Contraste de forms (1913), aggiudicato per 70 milioni di dollari Christie’s New York, 13 Novembre 2017

La ripresa degli antichi maestri. Sul fronte degli Old Master Paintings, a far per-cepire un maggiore interesse per la pittura antica non è soltanto l’aggiudicazione del “the world’s most expensive painting”, il dibattuto “Salvator Mundi” attribuito alla mano di Leonardo da Vinci (1452-1519), acquistato lo scorso 15 novembre per 450 milioni di dollari a New York da Christie’s , presto visibile a Saadiyat Island, sotto la grande cupola traforata del Louvre di Abu Dhabi . Al contrario, sono le vendite meno reboanti e chiassose ad indicarci che il mercato, pur centrato su dipinti di qualità molto elevata, funziona. Come dimostra, ad esempio, li recente record di aggiudicazione ottenuto da una tela riscoperta in Francia di Artemisia Gentileschi (1593 ca.-1652/53): il dipinto, databile tra il 1614 e il 1616, raffigurante la pittrice nelle vesti di Santa Caterina d’Alessandria, battuto all’Hôtel Drouot il 19 dicembre scorso, ha raggiunto i 2,36 mi-lioni di euro con le commissioni di vendita, da una stima di base di 300 – 400mila. Un esemplare accostabile è conservato alla Galleria degli Uffizi.

Ad acquistare l’opera sono stati due antiquari italiani, Marco Voena e Fabrizio Moretti. Probabilmente avremo modo di vedere il dipinto dal vivo nello stand di uno dei due galleristi al Tefaf di Maastricht il prossimo 19 marzo.

Tra i top prices del 2017, dopo il “Salvator Mundi”, si posiziona la veduta
di Francesco Guardi (Venezia, 1712-1793), “Il Ponte di Rialto con il Palazzo dei Carmerlenghi”, databile al 1760, apparsa una sola volta sul mercato nel 1891, e acquistata lo scorso 6 luglio per 26,2 milioni di sterline da Christie’s a Londra.
Il giorno prima, invece, Sotheby’s, aveva aggiudicato una delle sei migliori tele di J.M. W. Turner (1775-1851) in mano privata per 18,5 milioni di sterline: “Ehrenbreitstein” (1824), un olio su tela raffigurante una fortezza in rovina in Germania, arroccata su una scogliera che domina una valle tranquilla, espo-sto la prima volta alla Royal Academy di Londra nel 1835, valutata in catalogo 17-25 milioni. (http://www.sothebys.com/en/news-video/blogs/all-blogs/past-masters/2017/04/light-and-landscape-jmw-turners-ehrenbreitstein.html). La vendita di questo solo dipinto, pur rimanendo sotto le aspettative della casa d’aste, ha rappre-sentato oltre un terzo del fatturato raccolto dall’incanto dell’Old master evening sale di Sotheby’s

A dicembre, invece, è stato un raro e affascinante capolavoro di Joseph Wright of Derby (1734 – 1797) a superare ogni aspettativa di realizzo. La tela “An Academy by Lamplight”, una delle poche celebri scene a lume di candela dipinte dal pittore inglese tra la fine del 1760 e l’inizio del 1770, prima del suo viaggio in Italia, ha raggiunto i 7,2 milioni di sterline contro la stima di 2,5-3,5 milioni

La forza degli Impressionisti e del Moderno. La pittura impressionista e moderna e l’arte del dopoguerra e contemporanea hanno ottenuto nel 2017 eclatanti prezzi di aggiudicazione in asta, risultando i due segmenti del mercato dell’arte più efferve-scenti. Per quanto riguarda l’arte moderna e impressionista, al vertice si posiziona la tela di Vincent Van Gogh (1853-1890) intermediata da Christie’s il 15 novembre scorso a New York. L’opera “Laboureur dans un champ” , eseguita un anno prima di morire dal pittore, proveniente dalla collezione dei coniugi Nancy Lee Bass e Perry R. Bass, è partita da una stima a richiesta di 50 milioni ed è stata comprata per 81,3 di dollari, sfiorando il record d’asta dell’artista che risale al 15 maggio 1990 quando venne aggiudicato in asta, sempre da Christie’s, per 82,5 milio-ni di dollari, il “Ritratto di Paul-Ferdinand Gachet”.

Pochi giorni prima la casa d’aste inglese aveva venduto a New York la tela di Fernand Leger (1881-1955) “Contraste de formes” (1913) per 70 milioni di dollari, segnando il world record d’asta per il maestro. Il di-pinto, passato per le mani del leggendario gallerista dei Cubisti Daniel-Henry Kahnweiler, fu acquistato nel 1956 dalla Galerie Rosengart di Lucerna da Ludmilla e Hans Arnhold, un banchiere e collezionista d’arte internazionale. Il quadro fu poi lasciato in eredità alla figlia e al genero, Anna-Maria e Stephen Keller, e rimase nella stessa collezione per quarant’anni, prima essere offerto dai coniugi attraverso la loro fondazione filantropica con una stima a richiesta.

In terza posizione troviamo l’incantevole tela di Gustav Klimt (1862-1918) “Bauerngarten” . L’opera appartiene alla meravigliosa creazione paesaggistica del pittore viennese realizzata tra il 1900 e il 1916, che conta in tutto una cinquantina di tele, circa 1/4 della sua intera produzione. Il giardino fiorito di papaveri, margherite, rose, violette, trattato come un prezioso e caleidoscopico tappeto di colori è salito a 47,9 milioni di sterline, rispetto alla riserva di 35 milioni. È poi la volta de “La muse endormie” (1913) di Constantin Brancusi (1867-1957), l’innovativa scultura venduta il 15 maggio da Christie’s per 57,3 milioni di dollari. Il bronzo dipinto a foglia d’oro, stimato 25-35 milioni venne acquistato dal collezionista francese Jacques Ulmann negli anni Cinquanta, prima di essere messo all’incanto.

Le stelle dell’arte del Novecento. A guidare il segmento del Post-War e della Con-temporary Art nel 2017 sono stati Jean-Michel Basquiat (1960-1988) e l’amico Andy Warhol (1928-1987). Una delle opere più costose di arte contemporanea mai messa all’incanto è stata la tela “Untitled” (1982) di Basquiat, un teschio acquistato nel 1984 in asta per 19mila dollari e aggiudicato all’imprenditore giapponese Yusaku Marezzava per 110,5 milioni di dollari il 18 maggio da Sotheby’s a NewYork. L’opera venne esposta alla personale di Basquiat alla Annina Nosei Gallery a New York.

Prezzo di aggiudicazione importante anche per la serigrafia su tela “Sixty Last Sup-pers”(1986) di Andy Warhol, con 60 riproduzioni dell’“Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, di dimensioni imponenti, circa 10 metri per 3, partita da una stima a richiesta posizionata intorno ai 50 milioni di dollari e aggiudicata poco sopra con le com-missioni di vendita per 60,9 milioni.
Segue per importanza di valore di realizzo il dipinto di Cy Twombly (1928-2011), “Leda and the Swan” del 1962, dipinto a Roma su una tela di largo formato, dove l’artista americano si era stabilito dopo il 1957, ha raggiunto 52,8 milioni di dollari da Christie’s a New York. Un’esemplare di questa tela si trova al MoMA di New York. In questo lavoro, mai apparso in asta, rimasto conservato nella stessa collezione per più di 25 anni, e mai apparso prima di allora in una esposizione, l’artista si riferisce al mito in cui Giove prende la forma di un cigno per rapire e accoppiarsi con Leda: una allegoria sessuale trattata con una fusione e una sovrapposizione energica di pastelli, matite e colori acrilici.

Durante l’incanto di Christie’s di New York del 17 maggio è stato segnato anche il quarto prezzo di aggiudicazione più importante del 2017 per l’arte del dopoguerra, ottenuto dal trittico di Francis Bacon “Three Studies for a Portrait of George Dyer” (1963) , venduto per 51,7 milioni di dollari. Mai passato sotto il martello, il dipinto raffigura il primo ritratto realizzato da Bacon del proprio amante, la sua più grande fonte di ispirazione: George Dyer appare infatti nei lavori più accattivanti e ricercati dell’artista, lo troviamo in almeno altri 40 dipinti di Bacon, molti dei quali creati dopo la morte del compagno a Parigi nel 1971.

Interesse per la fotografia classica. L’aggiudicazione più eclatante riguarda il celebre e raro scatto di Man Ray (1890-1976) “Noire et Blanche”, del 1926, appartenuto al sarto e grande collezionista della Belle Époque Jacques Doucet (1853-1929), che al 33 di rue Saint-James a Neuilly-sur-Seine, raccolse intorno a sé molti capolavori dell’Impressionismo e di arte moderna tra cui “Les Demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso. Il prezzo ottenuto da “Noire et Blanche” il 9 novembre a Parigi da Chrisite’s è più alto raggiunto da una fotografia classica. Partita da una stima di 1- 1,5 milioni di euro, la fotografia, che ritrae la modella e amante di Man Ray, Kiki di Montparnasse, soprannominata anche la Reine de Montparnasse, ripresa con il volto inclinato sul piano di un tavolo, mentre tiene in mano una maschera tribale, è stata battuta a Parigi per 2,6 milioni di euro. L’immagine, pubblicata per la prima volta da “French Vogue” nel 1926, proveniva dalla collezione personale del regista Thomas Koerfer. Nel 2007 un esemplare di questa celebre fotografia venne venduto per 396mila dollari. Sempre a Man Ray appartiene il secondo scatto più costoso del 2017. Si tratta del “Portrait of a Tearful Woman” (1936), venduto questa volta a New York, ancora una volta da Christie’s, il 17 maggio, per 2,1 milioni di dollari.

Scatti contemporanei. L’aggiudicazione più alta è stata raggiunta da una immagine, “Untitled (Cowboy)”, appartiene alla serie “Cowboy” di Richard Prince. L’opera è stata comprata il 18 maggio in asta da Sotheby’s a New York per 1,8 milioni di dolla-ri con le commissioni di vendita, in linea con la stima massima. Eseguita nel 2001, questa fotografia è un esempio di quel ciclo di immagini note dell’artista, riprese dalla pubblicità della Marlboro e presentate senza marchio, ingrandite fino a dimensioni spettacolari, con le sagome sfuocate dei cowboys che si stagliano contro un tramonto rosso fuoco.

Prezzo importante anche per l’opera di Gilbert and George, “Shag Stiff” (1977), battuta da Sotheby’s New York, l’8 marzo per 1,1 milioni, pur rimanendo anch’essa sulla valutazione minima.

Il design moderno. Subito dopo la meravigliosa scultura “Les Autruches bar” (1966) di François-Xavier Lalanne (1927-2008), si devono a Diego Giacometti (1902-1985) i migliori risultati ottenuti nel 2017 dal design moderno. La scultura creata da Lalanne tra il 1967 e il 1970 “Les Autruches”, in metallo e porcellana bianca di Sèvres, proveniva dalla collezioni di Jacques Grange, decoratore d’interni e interior designer che ha progettato le residenze di Paloma Picasso, Francis Ford Coppola e Pierre Bergé e Yves Saint Laurent. L’opera, venuta per quasi 6,2 milioni di euro da una stima di partenza di 700.000 – 1.000.000 di euro il 21 novembre a Parigi, era di fatto molto rara: escluso l’esemplare aggiudicato da Sotheby’s, ne rimanevano solo due in mano privata, mentre altri esemplari si trovano alla Manufacture Nationale de Sèvres e al Palais de l’Elysée. http://www.sothebys.com/fr/auctions/ecatalogue/lot.40.html/2017/collection-privee-pf1760). Nel 2005 la scultura venne offerta dalla casa d’aste Artcurial con una stima di 25.000-30.000 euro e fu comprata da Jacques Grange per 128mila, comprese le commissioni.

Per quanto riguarda Diego Giacometti, il prezzo più alto di aggiudicazione nel 2017 per un suo lavoro è stato segnato a New York da Sotheby’s, il 16 maggio: si tratta di un’importante biblioteca lignea realizzata tra il 1966 e il 1969 da Diego per l’appartamento di Marc Barbezat, posizionato sull’isolotto parigino da cui l’opera prende il nome. “La Biblithèque de l’Île de Saint-Louis” (329 x 433 x 362,7 cm), ha infranto ogni record venendo comprata da un collezionista privato per ben 6.312.000 di euro, da una valutazione di 2.000.000- 3.000.000.

Nato a Borgonovo di Stampa, nel 1902, Diego Giacometti si trasferì a Parigi al 46 di rue Hyppolite Maindron, XIV arrondissement, insieme al celebre fratello Alberto. In questo atelier, dove rimase sino alla morte, creò in bronzo un universo di arredi tra lampade, tavoli, sedie e sculture, impreziositi con forme provenienti dal mondo animale e vegetale.

Altri prezzi di aggiudicazione importanti per le opere di Giacometti sono stati ottenuti durante la dispersione di 21 lavori creati appositamente dallo scultore per lo stilista Hubert de Givenchy , avvenuta lo scorso 6 marzo da Christie’s: l’incanto ha raccolto ben 32.748.000 di euro, rispetto la previsione pre-asta oscillante tra i 6 e i 7 milioni di euro. Un tavolo dell’artista realizzato nel 1980, di forma ottagonale, in bronzo antichizzato, impreziosito da cariatidi, è stato venduto per 4.162.500 euro da una valutazione di 600.000-800.000 euro, stabilendo il nuovo record mondiale per un’opera di Diego Giacometti.

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