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DANIEL BERNES, I CUORI DIVENTANO ICONA DEL NOSTRO TEMPO

Daniel Bernes ha inanellato una sorta di grande slam: Biennale di Singapore, Premio Art Miami , Bologna Arte Fiera, Document Berlino , Biennale di Istanbul. Anche lui, dopo buone intuizioni sul recupero-elaborazione dei materiali ferro/legno, sta spingendosi oltre. E se la sua opera simbolo, i “ Love Secrets “ cuori impacchettati, era centrato, poi progressivamente è andato verso una scultura più concettuale. e su soluzioni formali tra Arte Povera e Minimalismo di maniera. Forse la necessità di fare tante mostre l’ha costretto in parte a fossilizzarsi, e quindi a logorarsi, prigioniero anche lui del passato. Significativo sintomo generazionale contemporaneo, peccato che da parte di questi artisti non ci sia consapevolezza, ma solo il desiderio di lavorare sempre a ritmi incessanti: Anche lui, una sorta di giovane Indiana Jones. Seguito da alcuni curatori internazionali Daniel Bernes ha comunque riproposto un’elaborazione del simbolo che lo aveva lanciato nell’Olimpo dell’arte. Il cuore di ferro. Un cuore impacchettato che racchiude dentro se stesso paure, angosce, emozioni, stupori. La novità è che dietro ad ogni cuore, nell’anima del legno ci sono parole, frasi, intenzioni …scritte a mano dall’artista. Un tocco di verità, di umanità, di parole che sono incise come un graffito su di un muro.

Molto affascinante per un collezionismo che in questo modo si sente sofisticato e che deve allo stesso tempo arredare casa. Nulla di male. Daniel Bernes e’ in costante crescita, sia nella concettualita’ sia nelle quotazioni. In sapore di Padiglione America e buone apparizioni in gallerie private.

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