“ L’anima emotiva nelle opere di Marco Monaldi “ Intervista esclusiva

Intervista a cura di Monica Caselli

05.06.19

Le sue opere mutano se viste da distanze diverse: da lontano prevale la figura, da vicino i dettagli le rendono spesso vive

INTERVISTA

Che cosa ti viene in mente se dico “pittura”?

Materia e trasparenza, bianco e nero, luce e ombra, condanna e delizia, sofferenza e gioia, lavoro lunghissimo in termini di tempo, ma anche emozione immediata, sacrifico ma anche tante soddisfazioni.

La pittura è un amante che va rispettato, ha i suoi tempi, e devi fare molta attenzione a non diventarne ossessionato.

La pittura ti fa sentire che non sei mai all’altezza di lei e vivi spesso sentimenti di frustrazione.

E’ come tuffarsi e ritrovarsi in mezzo all’oceano, dove sei in balia dalle onde quando il mare è in tempesta. A volte respiri, a volte ti sembra di affogare, oppure volteggi nel fondale trasportato dalle correnti, lasciandoti risucchiare sempre più giù nell’abisso e nell’oscurità.

Ma poi è anche meditazione, stato di grazia, pienezza e presenza, dove perdi il senso stesso del tuo se e di ciò per cui ti definisci.

La pittura è magia, è creazione allo stato puro. In definitiva ciò che ti rende più vicino a Dio.

Quanto è grande lo spazio di un quadro?

Infinitamente piccolo. Ho la tendenza a dipingere quadri di grandi dimensioni. E ho l’aspirazione, un giorno, di ricevere una commissione tanto grande da poter veramente lasciare il segno e di essere ricordato per questo. L’egocentrismo in buone dosi e un po’ di presunzione non possono mancare nell’animo dell’artista.

Che rapporto hai con il Tempo?

Come tutti lo rincorriamo.

Siamo costretti a dover gestire sempre più cose, i social network sono un ottimo mezzo di visibilità e creazione di contatti, ma tolgono concentrazione e tempo. L’esigenza creata in questa epoca è la tendenza a dover esserci a tutti i costi in ogni occasione. Le pubbliche relazioni vanno bene, ma il vero artista non persegue la visibilità. La visibilità è una conseguenza naturale del proprio lavoro.

Io vorrei solo dipingere e delegare il resto a chi sa fare queste cose meglio di me.

La mia giornata non ha mai un ritmo prestabilito, non ho orari precostituiti o giornate preconfezionate. Chi fa il mio lavoro, dedica tutti i giorni a quello che fa, non ci sono sabati né domeniche. Questo è il mio rapporto con il tempo che scandisce il giorno e la notte.

Nel senso più ampio e spirituale del termine, il tempo per me non esiste, ed è solo una necessità umana di darsi delle regole, sono numeri che servono per statistiche, calcoli e programmazioni, ma in definitiva l’uomo ha creato il tempo per necessità.

Nel senso più personale del termine, per un artista la più grande aspirazione è quella di lasciare un segno che rimanga in eterno come i grandi geni del passato.

C’è la Storia nella tua pittura?

Assolutamente. Reputo la mia formazione storica.

Mi sono diplomato all’Accademia di Belle arti di Firenze, la patria dei Medici e dei più grandi artisti che abbiano calpestato la nostra terra Italia. Il David di Michelangelo era oltre il muro che divideva la Galleria dell’Accademia e la scuola di scultura in Accademia. Avevo un pass che mi permetteva di entrare agli Uffizi gratis e tutte le volte che volevo, senza fare la fila. Ho riprodotto dei disegni della splendida collezione del Gabinetto dei disegni e delle stampe.

Ogni passeggiata in piazza della Signoria era uno stimolo e un sentimento di venerazione per il Ratto delle Sabine del Giambologna e del Perseo di Benvenuto Cellini.

Botticelli, Leonardo Da Vinci, Raffaello, Donatello……e altri.

Poi i miei viaggi a Roma, per incontrare il grande Caravaggio, i musei di tutta Europa…

Nella mia pittura oltremodo aggiungo una storicità di forte tradizione orientale. Ho fatto esperienze legate all’induismo, praticando lo yoga, il buddhismo, facendo parte di un gruppo per più di 10 anni, col quale spesso d’estate facevo ritiri in Francia per studiare e praticare la meditazione Vipassana, il taoismo attraverso le arti marziali cinesi, e altro ancora. Quindi un contatto profondo con tradizioni e lignaggi che hanno una storia millenaria.

E’ chiaro che nella mia pittura, ci sia una forte influenza della nostra figurazione classica occidentale, che si combina con il mio mondo interiore e spirituale di tipo orientale. Tutto questo rende il mio lavoro assolutamente personale e identificativo della mia persona e della mia poetica.

Quando un’opera è davvero finita?

Un’opera non è mai finita, si decide di smettere di lavorarci.

A volte devo impormi di fermarmi, perché cado spesso nell’ ipercriticismo e poi nell’ossessione di voler raggiungere l’obbiettivo che è nella mia visione finale e ideale dell’opera.

Strategico è lasciare che l’occhio e la mente decantino. Girare il quadro, cercare di dimenticarsene, per poi riguardarla dopo qualche giorno e meditarci sopra.

Ma quando questo non succede continuo in modo compulsivo, e succede a volte anche di danneggiare il lavoro fatto.

Vivo purtroppo o per fortuna con l’idea di non aver fatto mai abbastanza bene, di non aver mai terminato, di non aver mai creato un lavoro compiuto e questo mi spinge a non fermarmi, a mettermi continuamente in discussione.

Chi è per te il fruitore ideale di una tua opera?

Colui che ha avuto una reazione immediata.

Colui che si permette di lasciare andare per un attimo ciò che conosce, quel contemporaneo di cui siamo abitualmente invasi, le sue dinamiche il mercato etc……

Colui che apprezza una nuova figurazione contemporanea, e che si lasci ammaliare dalla forza e dalla potenza che voglio esprimere.

Una persona e un intenditore sensibile senza preconcetti e che comprenda il mio percorso e la mia intima storia senza necessariamente qualificarmi.

Colui che intraveda simbolismo, spiritualità, metafisica combinati a un forte attaccamento alla tecnica pittorica e all’estetica della figurazione.

Cos’è il fallimento?

E’ un bivio.

Il fallimento ti distrugge interiormente, ma quando cadi devi decidere cosa fare.

Puoi scegliere di cambiare strada, e fare altro, perché pensi di non essere all’altezza, oppure di rialzarti e fare in modo che il fallimento sia una preziosa occasione per rinnovarti, spingerti oltre, riprendere la tua strada.

Il successo è il prodotto di tanti fallimenti, ma appartiene a chi non smette mai di tentare.

I tuoi lavori esprimono anche stati d’animo?

Certo, i miei lavori sono il prodotto di stati d’animo e di conseguenza è quello che esprimono.

Ma è interessante come ogni persona possa vivere esperienze emotive diverse pur osservando la stessa opera. Questo perché le emozioni passano sempre attraverso il filtro personale di chi vive l’esperienza.

Cosa è importante non è quello che volevo esprimere attraverso i miei dipinti, ma quello che le persone sentono nel guardarli.

Questo è più vero di ogni altra valutazione e analisi dell’opera stessa.

In genere, che impressione cerchi di suscitare in chi osserva i tuoi dipinti?

Forza, impatto, attrazione e destabilizzazione emotiva, con conseguente accompagnamento all’armonia e al godimento del piacere estetico e sensuale.

Voglio raccontare il mio mondo che è un viaggio verso l’armonizzazione e non si conclude in un colpo d’occhio. L’attrazione è immediata l’esperienza no.

Quando lavoro non c’è un’intenzionalità predefinita, faccio quello che sento e ciò che rappresenta il mio universo. Credo sia la strada giusta per contattare la parte più intima di chi guarda.

Posso fare un quadro che esprima gioia, ma se non mi appartiene, quel quadro non la rappresenterà mai, non sarà mai intrisa di quella emozione. Non dimentichiamoci l’aspetto emotivo/energetico di cui le opere di un artista sono cariche.

Sono uno studioso di filosofie orientali e del mondo delle energie sottili, e sono molto consapevole della responsabilità che noi artisti abbiamo nel creare opere.

Di base, la mia vita è sempre stata caratterizzata da un’agitazione interiore, da forti impulsi emotivi, un moto di insoddisfazione, una sensazione che qualcosa sempre mi mancasse. Una dicotomia interiore con la quale fare i conti ogni giorno della mia vita. Per cui a questa passionalità estrema, ho sempre abbinato in modo naturale l’effetto che le filosofie orientali hanno su di me. Mi rimettono a posto, mi danno pace, mi fanno accettare gli errori e le delusioni. Sono loro che mi hanno sempre dato speranza, ma questo sentimento, se vogliamo così definirlo, non ha nulla a che fare con un approccio mentale, piuttosto è una questione di cuore.

E in te che impressione suscitano i tuoi lavori?

Sono come dei figli dei quali a un certo punto non vorresti più avere responsabilità, e ti aspetti che vivano di luce propria. Sono ipercritico e penso di non aver fatto mai abbastanza. Il giudizio è ciò che mi lega a loro, il fatto di non vederli mai compiuti mi porta ad esserne a volte ossessionato……poi mi costringo a fermarmi abbandonarli a lasciarli andare. A quel punto non voglio più avere a che fare con loro.

Successivamente nel riguardarli, a volte mi sorprendono e a volte mi deludono.

La tua è un’arte vissuta a tutto tondo, è un processo di creazione continua, instancabile, quotidiana. Cosa intendi suscitare nell’anima di chi acquista una tua opera?

Come giustamente dici, il processo creativo è un flusso continuo senza pause, ogni aspetto o angolo di mondo, ogni individuo o essere può stimolare la tua creatività. Mentre dormi, nei tuoi sogni, nei dormiveglia trovi nuove sfumature sulle quali lavorare, riflettere e lasciarti ispirare.

Io voglio dare speranza, perché ogni individuo di qualsiasi ceto o origine sia, possa comprendere che c’è sempre una possibilità e un’occasione per cambiare ed essere in armonia. I miei soggetti angelici, non sono identificabili a qualcuno o a un individuo specifico, sono simboli dell’umana natura. Anche se tutti di sesso maschile fino ad oggi, rappresentano la natura umana nel senso più universale del termine, e i sentimenti di cui è caratterizzata.

Io intendo toccare la parte più profonda delle persone. Una reazione immediata, diretta, senza filtri e poi attraverso l’estetica, il simbolismo, le geometrie, bypassare la mente di chi guarda e accompagnarlo nel grande oceano delle emozioni pure, della saggezza e dell’armonizzazione.

Le opere :

Titolo: Genesi

Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 150 cm x 150 cm 
Anno:2019
_________________________________________
Titolo: Soffio
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: DIttico 40 x 120 cm 
Anno: 2019
_________________________________________

Marco Monaldi

La pittura di Marco Monaldi si genera negli anni della sua infanzia, in un vissuto fatto di sogni e storie fantastiche, in una atmosfera dalla grande dinamicità emotiva, spesso vissuta in solitudine, in un contesto naturalistico immerso nelle verdi colline marchigiane.

Questa condizione ha costituito la base della sua ispirazione che, una volta trascesa, ha dato origine al suo lavoro. La pulsione creativa del sentire, si concretizza così nel “fare”. Il disegno è stato il primo mezzo per rispondere a questa chiamata che affronta fin dai primi anni di vita, copiando e facendosi ispirare, dalla natura circostante e in particolar modo dagli uccelli rapaci, i felini, e dai fumetti della Marvel, Dc Comics e manga giapponesi.

La sua famiglia e i suoi insegnanti si accorgono subito delle sue doti artistiche, ma pur continuando ad alimentare la sua passione, solo nel 2000 all’età di 25 anni decide di trasferirsi in una delle più belle città del mondo.

Firenze e l’Accademia di Belle Arti, sono stati di grande importanza. Egli infatti ha avuto la fortuna di incontrare il suo Maestro, una insegnante di nome Viviana Cosci, che lo prende sotto le sue ali e lo costringe a ricominciare tutto da zero. Impara ad usare una matita, ad apprendere le basi del disegno, il tratteggio rinascimentale; che poi saranno queste la basi di tutta la sua tecnica pittorica. A Firenze, l’esperienza è stata accademico/classica e questo aspetto è impresso sul lavoro di Marco Monaldi perché, circondato da una estetica rinascimentale dei più grandi artisti del passato come Michelangelo, Leonardo, Donatello, Giambologna, Cellini, Pontormo, Masaccio, Botticelli, e poi nei suoi viaggi a Roma, dove ha potuto apprezzare il grande Caravaggio, Bernini, e molti altri. Nel 2005 si diploma con 110 e lode, proponendo tre tele di grandi dimensioni esponendo quello che sarà il tema fondamentale della sua poetica. La tesi infatti avrà il titolo de “L’angelo moderno”. Tre autoritratti di grande impatto emotivo ed evocativo, di netto taglio pittorico classico, ma già con soluzioni estremamente contemporanee.

Conclusasi la sua esperienza di apprendimento all’Accademia Monaldi torna nella sua città natale.

Negli anni tra il 2006 e il 2013, viaggia molto in Italia e all’estero, visitando fiere, musei, mostre nazionali ed internazionali, ……. quindi, ha l’opportunità di poter osservare con i propri occhi, molti degli artisti del Rinascimento ed i geni innovatori della storia dell’arte moderna e contemporanea. Viaggerà in Francia, Olanda, Svizzera, Austria, Spagna, Vietnam, visiterà Boston, Londra e naturalmente Italia. Tutto quello che egli vide influenzò profondamente la sua pittura, ma ad ogni modo, Monaldi mai perse la connessione col proprio senso estetico e con l’arte classica. In questi anni si propone al mercato partecipando a diverse mostre, sia personali che collettive e avrà anche una galleria di riferimento. Nel 2014 non contento e spinto dalla sua fame di esperienza si trasferisce in Brasile, più precisamente nel nord-est, ad Olinda e successivamente a Recife. La sua esperienza si arricchisce di nuove mostre, nuove amicizie artistiche e collabora con una Galleria in un quartiere prestigioso di Recife.

L’esperienza a causa di seri motivi familiari si conclude, nel 2016 ritorna in Italia, e pieno della sua nuova esperienza, riprende la sua produzione pittorica.

Nel novembre 2018 decide di aprire un proprio spazio espositivo/studio dedicato al suo lavoro pittorico e per dedicarsi anche all’insegnamento.

Le opere di Marco Monaldi sono realizzate con la tecnica di pittura ad olio su tela, in bianco/nero e colore. La sua tecnica attenta al dettaglio, lo avvicina ad uno stile realistico, ma non iperrealistico. Quando affronta i suoi temi umano/angelici a lui cari la sua pittura è ispirata agli importanti artisti del passato, ma riesce a dare un tocco molto personale. Le forme e linee ben costruite, fortemente plastiche, per dare vita e tridimensionalità al soggetto. Monaldi va oltre la semplice tecnica, perché il suo è un bianco e nero estremamente simbolico, le luci e le ombre, le grandi dimensioni, una costruzione geometrica dello spazio e la pittura precisa e dettagliata; danno alle sue opere monumentalità e un forte impatto visivo.

Il suo mondo è simbolista, onirico, metafisico, spirituale e trascendente. Tutto questo grazie al suo profondo legame con le filosofie orientali e in particolare con il buddhismo di tradizione tibetana, che incidono nello stile e nella sua poetica. Nelle grandi figure, crea forti tensioni emotive, dove ciò che è descritta è l’aspirazione costante verso l’infinito. Sono esseri che ancora sono soggetti alle leggi del mondo materialistico e sensuale. I suoi soggetti angeli-umani, sono creature a metà strada tra lo spirito e la materia. Tra luce e ombra, tra il bene e il male. La dicotomia universale. Dal 2005 ad oggi, Marco Monaldi partecipa a più di 30 mostre in Italia e all’estero tra cui, Germania, Austria e Brasile.

Marco Monaldi Mostre Collettive Maggio 2019 “Disabil-Art” Officina delle Arti a cura di Loredana Finicelli. Corridonia

Agosto 2018, “Medioevo a colori” Officina delle Arti, a cura di Loredana Finicelli, Marianna Neri e Marco Corrias, Corridonia

Agosto 2018, “Paradoxa” Centro Giovarti, a cura di Nazareno Luciani Centobuchi di Monteprandone

Settembre 2017,“Partiture a Mare” ArtOttica Gallery a cura di Mauro Mazziero Porto Potenza Picena. Luglio 2017,“Primo Concorso di Pittura Estemporanea”Gio Gallery a cura di Giovanni Mandolesi Petritoli. Giugno 2017,“L’altro Rinascimento”Genio e bellezza controcorrente. Chiesa di San Francesco Mercatello sul Metauro a cura di Gilberto Grilli. Giugno 2017,“ A poética da Arte” MoMa Galeria de Arte a cura di Cesar Machado. Recife Brasil. Maggio 2017, ”Escamotage1.0” Amalfi Art a cura di Loredana Finicelli. Aprile 2017, ”Artisti contro il sisma”Massaprofoglio a cura di Loredana Finicelli. Gennaio 2017, “Dalla Terra del Mito” Galleria Callas, Bremen Germania. Novembre 2016, Exposição Coletiva Retrospectiva 2016. MoMa Galeria de Arte a cura di Cesar Machado. Agosto 2016. Outset03, Petritoli . Luglio 2016. “Premio S’Anna” Art Ottica Gallery, Porto Potenza Picena a cura di Loredana Finicelli. Giugno 2015. “Armonie pregresse” Art Ottica Gallery, Porto Potenza Picena a cura di Loredana Finicelli. Dicembre 2014 “FacèARTS” . Merano presso Kurhaus. A cura di Mary Sperti, in collaborazione con il Prof. Nuccio Mula. Ottobre 2014 “Biennale D’arte Sergio Graziosi” a cura di Mauro Giampieri, con la presenza dei critici e storici Stefano Papetti, Lucio del Gobbo, Antonio D’Amico e Loredana Finicelli. Luglio 2014 “Premio città di Montecosaro” Montecosaro. A cura di Mauro Giampieri. Aprile 2014. “Venere Pietas e Beltà”. Centobuchi di Monteprandone A cura di Nazareno Luciani. Aprile 2013. “Sintomi contemporanei”. (Perugia) Ristorante Culturale l’Officina. A cura di Andrea Baffoni e Nazareno Luciani. Febbraio 2013 “Eros puro, amabile, dolce: I volti dell’amore 2013″ (Macerata). Luglio 2012. “Accesa” Monteprandone (Ascoli Piceno) A cura di Nazzareno Luciani. Maggio 2009 “ Sparkasse Bank” Klaghenfurt, Art Calendar con Donazione di un opera nella galleria permanente della banca.

Novembre 2007 “Sesta Mostra Internazionale di Arte Sacra” (Sesto al Reghena) A cura di Enzo Santese. Aprile 2007 “Human Touch” D’Art visual Gallery Menaggio (Como) A cura di Davide dell’Acqua. Agosto 2006 “Elekta Inside” Spinetoli (Ascoli Piceno) A cura di Cristina Petrelli. Giugno 2006 “Arte contemporanea 12” Liceo scientifico Statale Majorana (Roma) A cura di Cristina Petrelli. Marzo 2006 “ Velluto Rosso” Chiaravalle (Ancona) A cura di Cristina Petrelli e Stefano Verri. Luglio 2005 “Stanze Aperte” Altidona (Ascoli Piceno) A cura di Nazzareno Luciani. Mostre Personali Aprile 2018 “Oltre.Gli uomini”. Corridonia (MC) Contemporary Marche Art Corridomnia, a cura di Loredana Finicelli

Novembre 2015 “SILENTIUM”. Recife-Brasile, MoMa Galeria de arte a cura di Cesar Machado. Maggio 2015. “SILENTIUM”. Olinda- Brasile . Cidade 32 Gallery. A cura di Raul Còrdula. Novembre 2013. “SILENTIUM. Oltre l’uomo”. (Roma). Hotel Art via Margutta. A cura di Loredana Finicelli e Francesco Ercolino. Giugno 2013. “De Humana Natura” (Ancona). A cura di Serafino Caggiano and Loredana Finicelli. Maggio 2013. “Il senso di Marco Monaldi” (Civitanova Marche). A cura Natalia Tessitore e Roberta Fonsato. Dicembre 2009. “Realtà o non Realtà” Fermo. A cura di Loredana Finicelli e Paolo Mario Galassi. Ottobre 2009. “Realtà o non Realtà” Loreto. A cura di Loredana Finicelli e Paolo Mario Galassi. Luglio 2009. “Veregra street Festival”. Montegranaro. A cura dell’Associazione Culturale il Sole delle Marche. Ottobre 2008. “ Fuori dal Buio” Galleria Fanelli by Artsinergy (Aprilia) A cura di Gianluca Marziani. Gennaio 2008. “Sfiorando l’Orizzonte” Associazione Culturale Officina San Giacomo Hotel san Giacomo Monteprandone (Ascoli Piceno) A cura di Cristina Petrelli e Nazzareno Luciani.

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