La bellezza salverà il Mondo… e anche Campagna

Il curatore d’arte Loris Zanrei in visita a Campagna di Salerno. Progetti contemporanei in un paese interrotto nel tempo per valorizzare il Sud Italia.

 

Loris Zanrei, editore e curatore d’arte di mostre celebri come “L’altro Picasso” o “Antologica Andy Warhol” , “Dissonanze Contemporanee” alla Pinacoteca di Trani o “Collective Art ” in via Monte Napoleone a Milano,  si trova in trasferta in provincia di Salerno. Arting News è andata a scoprire il perché.

 Cosa ci fa Loris Zanrei a Campagna di Salerno?
Attraverso l’interessamento di un caro amico, Omero Piccirillo, sono stato invitato dal Sindaco Roberto Monaco a visitare i luoghi di un paese che sembra interrotto nel tempo, che ha delle bellezze arcaiche di ampio valore, che devono essere necessariamente messe in luce. Perché la comunità di questo paese possa godere di queste strutture e, di conseguenza farsi conoscere in tutto il Mondo e avere dei riscontri in termini economici, culturali e di visibilità.

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Qual è stato l’impatto con questo luogo e i suoi abitanti?
È stato molto buono, c’è stato un feeling forte e un impatto emozionale molto importante. Tutto il percorso, la scoperta dei luoghi e delle persone mi ha portato nell’immediato a una crescita spirituale e questo è per me motivo di grande orgoglio.

Campagna possiede un antichissimo e prezioso Convento dei Cappuccini, il “San Martino”, qual è stata la sua impressione visitandolo e quali le riflessioni?
Il primo pensiero, vedendo questo luogo del XVI secolo, è che la bellezza non si racconta ma si riconosce perché credo sia un istinto che ogni essere umano ha dentro. Nel senso che ciò che è bello stabilisce armonia per chi guarda l’oggetto della sua attenzione. E in questo luogo in particolare si determina una relazione di equilibrio. Credo che sia giusto stabilire che la bellezza è un valore fondamentale e non ci può essere diritto e dignità dell’uomo che prescinda da essa. Questo grande convento è, secondo me, veramente unico, con un potenziale enorme, quindi credo sia importante stabilire anche il grado di sensibilità che questo sindaco ha portato alla comunità di Campagna. Perché, chi non è in grado di riconoscere il grande potenziale di questo ” monumento “, che potrà avere un riscontro presente ma anche futuro, credo non sia degno di riconoscere in generale la bellezza. Perché negare, o non riconoscere la bellezza di questo convento è un po’ un modo per negare se stessi.

Ha in mente un progetto dedicato a Campagna?
Beh, diciamo che ci sono delle idee di progetti che ho in mente. Ho condiviso già qualcosa con il Sindaco, ma siamo in una fase di brain storming. Un aspetto fondamentale sicuramente per lavorare qui è il rispetto che dobbiamo avere proprio per questo posto, quindi portare anzitutto un’elevata qualità per essere degni noi di entrare in un luogo di così alta sacralità.

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Campagna, secondo lei, ha le potenzialità per creare un evento di fama nazionale e internazionale per la Campania e tutto il Sud Italia?
Io credo di sì ma, credo, che andrà fatto un lavoro comune, nel senso che non basta portare artisti di fama internazionale perché poi questi artisti vanno accolti e canalizzati con le giuste prerogative.Credo ci sia bisogno, davvero, di uno sforzo comune che porti a una maggiore integrazione anche tra le parti politiche che in questo momento si fanno guerre che non servono a nessuno. Credo che, in situazioni come queste, debba essere tirata fuori la forte identità e il senso di appartenenza al territorio. Se i cittadini riusciranno a mostrare la loro parte più alta, credo che Campagna potrà diventare un luogo d’incontro a livello internazionale.

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Il Sindaco Roberto Monaco l’ha accompagnato nella scoperta di questi luoghi raccontandole le sue idee di crescita culturale ed economica per il paese. Che ne pensa e, i progetti che ha in mente, sono in linea con la vision del programma?
Io credo che questo incontro rappresenti un’occasione proprio di verifica delle potenzialità dei luoghi. Quindi, credo che ora sia necessario concentrarsi sul lavoro, sulla serietà dei progetti e portare avanti un discorso lineare per arrivare a un risultato concreto. Credo molto nello sviluppo e nell’attualizzazione dei cosiddetti luoghi sacri, oggi è impensabile l’idea di un luogo chiuso, sacro e inviolato rispetto alla funzione che ricopre.

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Patrimonio artistico, enogastronomico e paesagistico di rilievo… secondo lei, l’arte integrata a quanto elencato, può essere veicolo di sviluppo culturale ed economico per il Sud e in che modo dovrebbe cambiare la sua gestione e valorizzazione?
Noi siamo in una fase storica di ricostruzione che si poggia molto, oggi, anche su tecniche contemporanee e questo, secondo me, aiuta molto ad avvicinare le ultime generazioni al mondo dell’arte e anche alla parte più storica, antica, arcaica che i territori offrono. Io credo che questo sia nell’interesse della collettività, quindi anche indire forme d’arte e lavorare tutti insieme, ma nessuno escluso, può portare tutto il Sud a una connessione con l’Europa…. cosa che, secondo me, oggi manca.

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Vuole aggiungere qualcosa che non le ho chiesto?


Volevo concludere ringraziando Omero e Dante Piccirillo per questa opportunità e per il lori impegno per la comunità, inoltre, proprio parlando dell’ex Convento dei Cappuccini, credo che sia una sorta di straordinario teatro sospeso tra il dramma e la poesia, che racchiude tutto il fascino di un posto in cui i valori cristiani possono coincidere con i valori creativi dell’arte. La cosa che vorrei porre all’attenzione dei cittadini di Campagna è che vivono in un paese che assomiglia a una sorta di piccola Pompei. È un luogo della memoria, in assoluto un patrimonio archeologico da rimettere in piedi, ma non nella struttura, perché questo è un lavoro straordinario che è già stato compiuto, ma da rimettere in piedi come ideale assoluto che ogni cittadino di Campagna deve portare nella propria identità, nel proprio cuore, nel proprio istinto. Perché manca, secondo me, questa convinzione di consapevolezza… un po’ in tutto il Sud.

È difficile parlare di arte, far capire l’arte?

Non c’è nessun rapporto tra le persone e l’ arte, quindi bisogna basarsi su cose emotive. L’ arte non ha presenza reale nella coscienza delle persone, quindi bisogna ambientarla attraverso una serie di espedienti .

 Quale sarà il ricordo più bello che porterà con sé da questo primo incontro con Campagna?
Pierre Fillite diceva che “Un Paese è, per me, un viso, un sorriso, un’accoglienza, un nome, molto più che delle città, delle montagne, delle foreste e delle rive.”
Io qui ho trovato delle persone molto aperte e disponibili. C’è ancora, in questa gente, la voglia di credere nelle persone. Da quando mi occupo di arte conosco una sola definizione della bellezza… l’accoglienza che l’uomo riserva alla Vita.

Carmen Fiore

 

Chi sono
Carmen Fiore. Single, mamma, manager di me stessa. Presidente dell’Associazione Sobjective, consulente di comunicazione & marketing etico e coach olistica scrivo per passione e lavoro viaggiando con mio figlio per la nostra Lifeschooling.
http://www.sobjective.it/www.carmenfiore.ebasta/

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