MARCO MONALDI, UNA MANIERA CHE GENERA MODERNITÀ

marco monaldi

Ultima personale di Marco Monaldi. Un artista in netta controtendenza rispetto agli indirizzi attuali del contemporaneo, che mostra un possesso cristallino dei mezzi della tradizione con cui confeziona un figurativo di grande impatto emotivo, suggestivo e coinvolgente. Quella di Monaldi è una pittura dai toni meditativi e dalle atmosfere quasi sublimi, potrebbe dirsi prossima al sacro, se non fosse così attenta, invece, nella registrazione della natura umana, negli aspetti corporei e nella fisicità più marcata, così rilevanti nel suo lessico come lo sono i richiami alla trascendenza.
Una pittura che ha nel tema degli uomini-angeli la sua linea guida
La mostra è a cura della dottoressa Loredana Finicelli, storica dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Il percorso attraverso questo emozionante figurativo si può ammirare nelle calibrate sezioni della mostra; la maestria della tradizione pittorica italiana, dove figure oniriche diventano modelli espressivi per ridisegnare i volti e dove le fisionomie sono filtrate volutamente attraverso la purezza del gesto istintivo.

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UNA RINASCITA FIGURATIVA

Marco Monaldi sembra rievocare momenti stilistici del passato, ma con la lievità che è connaturata al suo temperamento incline al sogno. Come affermazione di una tradizione plastica che parrebbe appartenere al passato, ma che in questo contesto espositivo si illumina di una straordinaria attualità, mediando accenti arcaici e stilemi pop, in una sorta di rinascita figurativa.

Le opere di Monaldi rivelano che i confini non esistono, e se qualcosa non esiste noi lo possiamo creare… Molti artisti del passato hanno suggerito che senza disciplina, silenzio, determinazione, sacrificio, passione, gioia, follia rischio e irrazionalità, il risultato del lavoro creativo è puramente un esercizio di stile. Oggi Marco Monaldi  si misura in un progetto che, partendo da un percorso individuale, compone un’atmosfera di vissuto, un percorso nella memoria che sembra rievocare momenti teatrali di profondissimo pathos.

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